L'udienza preliminare era in programma questa mattina dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, ma è slittata al 3 maggio del prossimo anno per l'impedimento di uno dei difensori e lo stralcio della posizione – sarà poi riunita alle altre - di una delle persone chiamate in causa, che aveva chiesto di essere interrogata dopo l'avviso di conclusione delle indagini, per questo dichiarato nullo.
Si tratta di Antonio Pacifico, di San Bartolomeo in Galdo, responsabile del Settore tecnico -manutentivo del Comune di San Giorgio La Molara, del quale il sostituto procuratore Francesco Sansobrino ha proposto il rinvio a giudizio. E lo stesso ha fatto per Michelangelo Vella, responsabile dell'Ufficio urbanistico, Tito Vella, responsabile del Settore tecnico-manutentivo dello stesso Ente, Elena Concetta La Falce, Nicola De Vizio, sindaco di San Giorgio La Molara, Luigi Castiello, responsabile del Settore tecnico.
L'inchiesta, che prospetta, a vario titolo, le accuse di abuso d'ufficio, omissione in atti di ufficio, falso ideologico e omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, era stata avviata dalla forestale dopo la denuncia presentata da due cittadini, assistiti dagli avvocati Fabrizio e Lucio Crisci. Nel mirino degli inquirenti fatti che vanno dal febbraio del 2014 al settembre del 2017, relativi ad un permesso in sanatoria rilasciato in favore di Falce, proprietaria di alcuni terreni alla contrada Maistri, e ad una proroga di 24 mesi per l'ultimazione dei lavori autorizzati dal permesso.
Attenzione puntata, poi, sugli interventi di sbancamento e scavo che, sostiene la Procura, avrebbero modificato la regimentazione delle acque meteoriche, minacciando rovina con pericolo all'incolumità pubblica e privata, in particolare per la strada provinciale 60 e per l'immobile dei denuncianti. Una situazione di pericolo che non sarebbe stata rimossa con i necessari interventi. Fin qui il quadro tratteggiato dal Pm, al quale si oppongono le argomentazioni dei difensori, convinti della regolarità delle procedure e di poter ottenere il non luogo a procedere per i loro assistiti.
Un compito affidato, tra gli altri, agli avvocati Matteo Garofalo, Luigi Vella, Vittorio Fucci ed Antonio Francesca.
