Hanno entrambi respinto gli addebiti, escludendo di aver minacciato e ostacolato un dipendente e la titolare di una ditta. L'hanno fatto nel corso degli interrogatori di garanzia di questa mattina, Luca Foschini (avvocato Angelo Leone), 61 anni, di Telese Terme, e Vincenzo Catania (avvocati Antonio Cesarano e Bruno Larosa), un 48enne di Scafati, in provincia di Salerno, da venerdì scorso agli arresti domiciliari per atti di illecita concorrenza con minaccia e violenza, tentata estorsione e incendio.
Il primo a comparire dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, che aveva firmato l'ordinanza di custodia cautelare in una inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e della Squadra mobile, è stato Foschini, che ha precisato che dal 2012, quando era stato arrestato per evasione fiscale – una vicenda per la quale aveva poi patteggiato -, non ha più avuto alcun ruolo nelle società che gli inquirenti indicano come concorrenti di quella delle parti offese – sono rappresentate dagli avvocati Alessandro Della Ratta e Anna Maria Ferriero - che a Massa di Faicchio vende pneumatici e funge anche da officina meccanica.
Il 61enne ha negato di essere l'autore della telefonata con la quale nel maggio del 2018 un dipendente della ditta, che lo accusa, era stato invitato a non sviare la clientela dalla loro attività altrimenti “gli avrebbero spezzato le gambe”, e alle fiamme che il 18 gennaio del 2019 erano state appiccate alla macchina dell'uomo.
Un episodio al quale era seguita, dopo otto giorni, l'esplosione di una bomba che aveva sventrato il capannone dell'impresa, di cui è amministratrice una donna che in precedenza aveva lavorato con Foschini. Il quale ha affermato non avere più rapporti con lei dal 2016, in linea con le dichiarazioni della stessa, che ha anche raccontato di aver ricevuto la visita di tre commercialisti e di un imprenditore che le avevano chiesto di cedere la sua quota della società.
Dal canto suo, Catania ha spiegato di essere del tutto estraneo ai fatti contestati, nei quali non aveva alcuna ragione di infilarsi. Ha ammesso di conoscere da tempo Foschini, di cui è fornitore, perchè entrambi operano nello stesso settore, ma di non avere avuto alcun ruolo nella storia, la cui ricostruzione, secondo i suoi legali, è basata su indizi molto labili a carico del loro assistito.
