Da 2 anni e 6 mesi ad 1 anno e 10 mesi. Ridotta in appello la condanna decisa nello scorso febbraio dal giudice Loredana Camerlengo, con rito abbreviato, per un 45enne di Benevento accusato di stalking all'ex fidanzata e di due episodi di danneggiamento.
Difeso dagli avvocati Luca Russo e Mario De Nigris, l'uomo, titolare di una ditta di termoidraulica, avrebbe iniziato a tormentare la donna dal momento in cui lei aveva deciso di interrompere la relazione. Oltre ad offenderla e minacciarla, l'avrebbe tempestata di messaggi e telefonate di giorno e di notte, l'avrebbe attesa sotto casa, mentre era in stato di alterazione alcolica, l'avrebbe spiata attraverso le finestre dell'abitazione, nella quale avrebbe anche tentato di introdursi.
Inoltre, la poverina sarebbe stata inseguita e raggiunta sul posto di lavoro, in palestra e nei locali pubblici. Infine, le avrebbe danneggiato l'auto, forandole gli pneumatici. Condotte al centro di una indagine del sostituto procuratore Marilia Capitanio e dei carabinieri, per le quali, nell'aprile 2019, gli era stato ordinato il divieto di avvicinamento, che non aveva rispettato.
Per lui erano allora stati disposti i domiciliari, ai quali era rimasto fino a quando il Riesame, a giugno, li aveva revocati, ripristinando l'iniziale divieto, poi aggravato con quello di dimora a Benevento, anch'esso violato. Per questo, all'inizio del 2020 era stato nuovamente sottoposto agli arresti in casa, ai quali si trova attualmente. Per le parti civili gli avvocati Valeria Crudo e Marco Cattaneo.
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Revocata dal Tribunale di sorveglianza di Napoli la libertà vigilata per un anno disposta, dopo aver scontato la pena, per Alberto Mincione (avvocato Luca Russo), 41 anni, una delle tre persone di Benevento arrestate nel febbraio 2015 in un'inchiesta della Dda e della Squadra mobile, denominata 'Zio d'America', sulle estorsioni messe a segno ai danni di alcuni imprenditori.
Per Mincione una condanna a 6 anni per estorsione aggravata dal metodo camorristico, diventata definitiva nell'ottobre del 2018.
