E' l'unico che ha collaborato, ottenendo dopo un mese e mezzo gli arresti in casa, ed è l'unico che ha deciso di ricorrere ad un rito alternativo: una richiesta di patteggiamento che dovrà però incrociare il parere favorevole – un ostacolo che potrebbe risultare insormontabile - del sostituto procuratore Francesco Sansobrino.
E' la scelta fatta da Giuseppe Sparaneo (avvocato Gerardo Giorgione), 51 anni, funzionario dei vigili del fuoco di Benevento, una delle cinque persone spedite a processo, nelle forme del giudizio immediato, nell'inchiesta della guardia di finanza sui concorsi per le forze dell'ordine.
Nessuna istanza di patteggiamento o di rito abbreviato, invece, per il viceprefetto Claudio Balletta (avvocato Bruno Naso), 65 anni, di Roma, dirigente presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, ancora in carcere, Antonio De Matteo (avvocato Antonio Leone), 68 anni, di Benevento, funzionario in pensione dei pompieri, Antonio Laverde (avvocato Mauro Iodice), 44 anni, originario di Benevento ma residente a Fonte Nuova, in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, e Vito Russo (avvocati Francesca Golia ed Ester Molinaro), 40 anni, di Benevento, carabiniere in forza a Roma, tutti ai domiciliari.
Dovranno invece affrontare l'udienza preliminare, se ne verrà proposto il rinvio a giudizio, Eduardo Zolli (avvocato Sergio Rando), 66 anni, di Apollosa, per il quale all'epoca – il blitz era scattato il 12 giugno - era stato stabilito l'obbligo di dimora (ora è all'obbligo di firma), Alessandro Filippo Lupo (avvocato Gabriele Vescio), 56 anni, di Treviso e Gianluca Galliano (avvocato Stefano Travaglione), 45 anni, nato a Benevento, residente ad Ardea, ai quali il gip Vincenzo Landolfi aveva applicato la sospensione per 12 mesi dall'esercizio delle funzioni, rispettivamente, di vigile del fuoco ed agente di polizia. Per i tre, come è noto, l'indagine si è chiusa la scorsa settimana: da quel momento, venti i giorni a disposizione per interrogatori e deposito di memorie, prima che il Pm eserciti l'azione penale.
Un capitolo a parte riguarda, infine, i beneficiari delle condotte corruttive contestate, le cui posizioni sono state stralciate. Si tratta di decine e decine di candidati e di loro familiari che avrebbero pagato 2000-2500 euro per ottenere la pen drive contenente i quiz, con le risposte, delle prove.
E' di loro che aveva parlato Sparaneo nel corso dei due interrogatori resi al Pm il 23 ed il 24 luglio, quando aveva fatto cifre e nomi dei destinatari delle oltre 100 pennette che sarebbero state consegnate da lui e De Matteo dal settembre 2019 al marzo 2020.
