Siamo fortunati, non dimentichiamo chi non c'è più o sta male

Che vergogna quei resoconti sulla tragica fine, a Milano, del ginecologo di Benevento

siamo fortunati non dimentichiamo chi non c e piu o sta male
Benevento.  

Lo sappiamo fino alla noia: non è un Natale come gli altri. Non potremo riabbracciare i familiari che abitano lontano, dovremo accontentarci di guardarci a distanza e scambiarci gli auguri attraverso i telefonini ed i computer. Non sarà bello, d'accordo, ma dobbiamo ringraziare il cielo se possiamo comunque farlo. Ed è ciò che conta più di tutto: sovrasta lamentele, recriminazioni ed imprecazioni di ogni sorta. Continuiamo ad esserci, dobbiamo dirci fortunati. Non potrebbe essere diversamente di fronte al dolore, che il clima festivo acuisce incredibilmente, di coloro che non hanno più i loro cari. Il Covid ha stroncato l'esistenza di 70mila persone, si è portato via per sempre un'intera generazione: nonne, nonni, mamme e papà.

Chi può contare ancora sul loro amore, lo preservi con cura perchè non ce n'è un altro simile. Non è in vendita, né può essere creato in laboratorio: è fatto di sguardi, di occhi che sprizzano un'attenzione che non cala mai, una dolcezza ineguagliabile. Un tesoro da difendere fin quando sarà possibile, di cui godere appieno anche adesso che non ci si può stringere le mani. Andiamo avanti e culliamo la speranza, e nel frattempo non dimentichiamo chi non c'è più, chi lotta per venirne fuori, chi si aggrappa alla vita mentre è in un letto d'ospedale. E non solo perchè è stato attaccato da questo stramaledetto virus.

C'è un mondo di sofferenza tutt'intorno a noi, non possiamo ignorarlo e rinchiuderci nel recinto dei nostri piccoli egoismi. Un parola ed un sorriso possono far tanto, mettiamo da parte i mugugni e spendiamoci, una volta tanto, per gli altri. Anche per i tantissimi che sono in difficoltà economiche, che si dibattono tra i mille problemi che l'emergenza sanitaria ha contribuito ad aumentare a dismisura. E' un quadro spaventoso, rispetto al quale impallidisce ogni forma di protesta. Legittima, per carità: possibile, però, perchè, per fortuna, ci siamo ancora.

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La tragica notizia risale ad alcuni giorni fa, con il ritrovamento del corpo senza vita, a Milano, di un ginecologo originario di Benevento, ma da tempo residente a Napoli, dove lavorava. Un omicidio, un suicidio? Le ipotesi si sprecano, mancano ancora certezze. Tranne una: anche stavolta una parte dell'informazione non ha perso l'occasione per distinguersi. E' bastato l'iniziale riferimento a due persone nordafricane, di cui non si è poi più parlato neanche in relazione ad un successivo furto ai danni di due anziani, perchè certa stampa si scatenasse. Perchè tornassero a galla, come fastidiosi rigurgiti, sentimenti improntati alla xenofobia ed al razzismo.

Come se il colore della pelle e la nazionalità fossero un'aggravante, come se un reato fosse più o meno grave in base alle origini di colui che si presume sia stato l'autore. Ciascuno è libero di sostenere ciò che vuole, assumendosene la responsabilità, la stessa libertà consente di definire quella pagina una vergogna. Non l'unica, purtroppo, nel libro sempre più triste che una fetta del sistema mediatico scrive ogni giorno.