E' trascorso oltre un anno, ma la domanda continua a restare la stessa: come ha fatto? In che modo è riuscito ad infilarsi nell'ano la droga ed un microcellulare? E' l'interrogativo che accompagna una storia di cui ci siamo già occupati all'epoca, quando erano stare arrestate due persone: la compagna e la sorella di un detenuto napoletano ospite del carcere di Benevento.
La prima ha già patteggiato, l'altra – una 28enne – dovrà invece affrontare il processo. E' stato fissato dinanzi al Tribunale, nelle forme del giudizio immediato, il 22 aprile del 2021, quando l'imputata, difesa dall'avvocato Fabio Russo, dovrà rispondere della cessione, al fratello, di un panetto di hashish di poco più di 25 grammi.
E' il 22 novembre del 2019, tutto si svolge – secondo la ricostruzione dei fatti fin qui operata – all'interno della casa circondariale di contrada Capodimonte: in particolare, durante i colloqui. Uno attende un giovane chiamato in causa per una rapina, che ha chiesto di vedere dopo mesi e mesi i tre figli – uno di soli 16 mesi – della sorella, che si presenta all'appuntamento con la fidanzata del recluso. L'allarme scatta quando gli agenti della polizia penitenziaria notano, attraverso le telecamere, un movimento strano, anomalo.
Bloccano immediatamente l'incontro e procedono ad una perquisizione delle due visitatrici, che risulta negativa. L'attenzione si sposta sull'uomo, sottoposto ad un esame rettoscopico, che restituisce una sorpresa. E' custodita nella parte terminale dell'apparato intestinale, al protagonista non resta altro che espellerla. E' un panetto di hashish che, al pari di un microtelefonino, ha nascosto con una rapidità pazzesca, dopo aver ricevuto – sostiene la Procura- il 'pacco' da coloro che sono andate a fargli visita. Le due donne vengono arrestate, poi tornano in libertà: una patteggia nei mesi successivi, la seconda va a giudizio.
