E' una inchiesta che aveva fatto particolarmente rumore quando era finita all'attenzione dell'opinione pubblica. Era accaduto a febbraio, inevitabile il clamore per una storia centrata sui presunti maltrattamenti dei quali sarebbero rimasti vittime, tra marzo e maggio del 2019, i bimbi di una scuola materna privata ad Airola. Un'indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri che, se non interverranno ulteriori proroghe dopo quella accordata prima della scadenza dei termini, a luglio, potrebbe concludersi a gennaio.
Nel mirino degli inquirenti i comportamenti che quattro maestre avrebbero mantenuto nei confronti dei piccoli, “protagonisti ogni giorno di festose e rumorose manifestazioni di energia”, aveva scritto il gip Loredana Camerlengo nell'ordinanza con la quale aveva disposto il divieto di dimora ad Airola – una misura poi revocata in diverse fasi– per le quattro insegnanti: A. P. M (avvocato Fabio Russo), 45 anni, di Airola, M.M., 28 anni, di Bucciano – è difesa dagli avvocati Ettore Marcarelli e Pasquale Matera-, P. C. (avvocato Maria Zollo), 27 anni, di Airola,V. A. (avvocato Giovannina Piccoli), 26 anni, di Sant’Agata de’ Goti. Diciotto gli episodi contestati a A.P.M., dieci a M.M, due a V. A. e uno a P.C.
Ad innescare l'attività investigativa era stata, nel novembre del 2018, la denuncia della mamma di una bimba che aveva raccontato che P. C. avrebbe picchiato i piccoli e li avrebbe chiusi in una stanza buia. Punto di partenza di un lavoro che avrebbe fatto emergere uno scenario oltremodo preoccupante: bambini e bambine schiaffeggiati al volto, colpiti al capo, capovolti a testa in giù e strattonati perchè piangevano. Istigati a reagire con la 'stessa moneta' nei confronti dei compagni che avevano tirato loro i capelli. Particolarmente inquietante, il dato della stanza nella quale in alcune occasioni sarebbero stati condotti e costretti a sedere dietro alla porta. Condotte che le maestre avrebbero mantenuto o alle quali avrebbero assistito senza intervenire.
Una di loro – V.A.- aveva risposto al giudice quando era stata interrogata, le altre erano rimaste in silenzio, anche se A.P.M. e P.C. avevano rilasciato dichiarazioni spontanee: la prima aveva negato di aver usato violenza e sostenuto di aver agito solo per calmare i piccoli, mentre l'altra aveva respinto l'addebito di aver messo a testa in giù un bambino, spiegando di averlo soltanto sollevato e di averlo appoggiato sulla sua spalla, per gioco. Un quadro, quello disegnato dall'accusa, supportato dalle immagini registrate dalle telecamere installate nell'asilo, alle quali danno particolare importanza i genitori, assistiti dagli avvocati Vittorio Fucci, Pierluigi Pugliese, Mario Cecere.
