Concorsi, indagine prosegue per 25 candidati, familiari e non

Il Pm ha chiesto la proroga dell'inchiesta

concorsi indagine prosegue per 25 candidati familiari e non
Benevento.  

C'è una ulteriore novità a scandire l'inchiesta del sostituto procuratore Francesco Sansobrino e della guardia di finanza sui concorsi per le forze dell'ordine. E' la proroga dell'indagine chiesta dal Pm, in vista della scadenza dei termini, per venticinque persone. Le ipotesi di reato vanno, a vario titolo, dalla corruzione alla rivelazione di segreti di ufficio, alla ricettazione ed al peculato.

Oltre al viceprefetto Claudio Balletta (avvocato Bruno Naso), 65 anni, dirigente del Ministero dell'Interno presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, in carcere dallo scorso 12 giugno, a Giuseppe Sparaneo (avvocato Gerardo Giorgione), 51 anni, di Benevento, e Antonio De Matteo (avvocato Antonio Leone), 68 anni, di Benevento, due funzionari dei vigili del fuoco – il secondo è in pensione-, entrambi ai domiciliari, nell'elenco figurano venti candidati e familiari, disseminati tra Benevento e più centri della provincia: Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Foglianise, Calvi, Ceppaloni, Arpaise, San Giorgio del Sannio e Buonalbergo.

Nella lista compaiono, inoltre, un dirigente medico romano e il consigliere comunale Angelo Feleppa, anch'egli funzionario dei vigili del fuoco, nei confronti del quale sono state prospettate le ipotesi di peculato - avrebbe accompagnato Sparaneo con un'auto di servizio a Napoli, nello scorso marzo, per la consegna della pen drive a due candidati – e rivelazione di segreti d'ufficio: avrebbe consigliato Sparaneo e De Matteo sui negozi nei quali stampare i file contenuti nella pen drive.

Addebiti che Feleppa, difeso dagli avvocati Vincenzo Sguera e Luca Paglia, aveva respinto durante l'interrogatorio dinanzi alle fiamme gialle. “Ho fornito elementi utili a chiarire la mia posizione sia sugli atti fondamentali dell'inchiesta sia sulla ipotesi di  peculato. Specificamente, rispetto a questo ultimo punto, considerata anche la mia posizione di Funzionario dei Vigili del Fuoco  di lungo corso,  ho ritenuto chiarire agli inquirenti che la richiesta di utilizzo dell'auto di servizio e' stata avanzata da terze persone e non dal sottoscritto", aveva commentato al termine, definendo come “evidente caduta di stile lo sciacallaggio politico” di cui era stato vittima all'epoca.

Alla stragrande maggioranza dei candidati e dei loro parenti viene contestata la ricettazione, ravvisata nel possesso delle famose pennette, ottenute – sostiene l'accusa – in cambio di denaro: 2000-2500 euro. E' un capitolo sul quale si era a lungo soffermato, in due interrogatori resi al Pm a fine luglio che gli erano valsi la scarcerazione dopo qualche giorno, Sparaneo, che aveva fatto cifre e nomi dei destinatari delle oltre 100 pen drive che sarebbero state consegnate da lui e De Matteo dal settembre 2019 al maggio 2020.

Come più volte ricordato, per Balletta, Sparaneo, De Matteo ed altri due indagati, tutti sottoposti ad una misura restrittiva, è stato disposto il giudizio immediato – Sparaneo ha chiesto di patteggiare -, mentre per altri tre, all'obbligo di firma o con la sospensione dalle funzioni, l'inchiesta si è chiusa.