Appalti, annullato sequestro di pc e telefonini degli indagati

Il Riesame ha invece confermato quello dei documenti su incarichi e gare appalto di 7 Comuni

appalti annullato sequestro di pc e telefonini degli indagati
Benevento.  

Annullato dal Riesame il sequestro di computer, telefoni e pen drive operato dalla guardia di finanza, a fine novembre, nell'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere su alcune gare di appalto in più centri delle province di Benevento e Caserta. Confermati invece i 'sigilli' apposti a documenti cartacei ed informatici relativi ad incarichi e gare d'appalto degli ultimi tre anni di quattro Comuni sanniti: Paupisi, Melizzano, Moiano e Paduli, e tre di Terra di lavoro: Alvignano, Dragoni e Valle di Maddaloni.

Come più volte ricordato, sono sette le persone indagate: i responsabili degli uffici tecnici dei Comuni, due liberi professionisti – un ingegnere ed un architetto - ed un imprenditore, tutti sanniti, nei confronti dei quali sono state prospettate, a vario titolo, le ipotesi di reato di associazione per delinquere, turbativa di gara, corruzione e abuso d'ufficio.

Gli inquirenti ritengono di aver individuato un gruppo di pubblici ufficiali e tecnici che, oltre ad alterare il regolare svolgimento delle gare d'appalto, favorendone l'assegnazione ad una impresa, dal cui titolare avrebbero ricevuto denaro ed altre utilità, si sarebbe scambiato favori e incarichi di progettazione, direzione e lavori.

Nel mirino sono finiti una serie di interventi in più centri, per un valore complessivo di 8 milioni di euro: manutenzione straordinaria e sicurezza stradale degli assi urbani per il riammagliamento del corridoio ferroviario Napoli- Bari, messa in sicurezza della strada provinciale 108, rifunzionalizzazione e messa in sicurezza della viabilità comunale, adeguamento sismico, risanamento centro urbano, adeguamento energetico di un impianto sportivo.

I fatti, inclusi nell'arco temporale dal 2018 ad oggi, si sarebbero verificati a Paupisi, Melizzano, Dragoni, Moiano, Valle di Maddaloni e Alvignano. Attenzione puntata, poi, sul ruolo che avrebbero svolto due società di ingegneria, delle quali farebbero parte mogli, compagne e figli di alcuni indagati, assegnatarie di alcuni incarichi.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Angelo Leone, Sergio Rando, Roberto Prozzo, Ettore Marcarelli, Danilo Riccio, Giuseppe Stellato, Mauro Iodice, Claudio Sgambato, Alfonso Iannotta.