Marito morto, quel pianto a dirotto in Tribunale

Dopo l'udienza del processo per l'incidente dell'11 giugno 2020 a Ponte Valentino

marito morto quel pianto a dirotto in tribunale
Benevento.  

E' scoppiata in un pianto a dirotto, impossibile da non sentire. E' echeggiato all'improvviso: lacrime di disperazione, versate appena ha imboccato le scale che l'avrebbero condotta al di fuori del palazzo di giustizia.

L'udienza del processo dinanzi al collegio del Tribunale – la prima, servita solo alla citazione della compagnia assicurativa come responsabile civile- era terminata da qualche minuto, lei non ha retto di fronte ad una ferita che il tempo non ha neanche iniziato a suturare. Era con altri familiari e con gli avvocati Ornella Mazzeo e Domenico Zampelli, l'hanno accompagnata all'esterno e l'hanno fatta sedere, prima di riaccompagnarla a casa.

Troppo recente il dolore per la perdita del marito, il 72enne di Paduli, ex titolare di un’impresa di pulizie, morto nell'incidente accaduto l'11 giugno dello scorso anno a Ponte Valentino, alle porte di Benevento. Un dramma per il quale è a giudizio Roberto Cayarga (avvocato Fabio Russo), 48 anni, di Pietrelcina, accusato di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dall'uso dell'alcol.

Tutto si era consumato lungo un rettilineo all’altezza del chilometro 4+500 della statale, nell'impatto erano state coinvolte la Ford Focus condotta dal 47enne e due Fiat Panda: in una viaggiava, da solo, il 72enne– per lui era stato inutile qualsiasi soccorso -, nell'altra zia e nipote, anche loro di Paduli, trasportate in ospedale. Secondo gli inquirenti, l'imputato si era allontanato, ma i carabinieri lo avevano rintracciato e condotto all'ospedale Rummo, dove era stato piantonato, agli arresti domiciliari.

Comparso dinanzi al gip Gelsomina Palmieri per l'udienza di convalida, Cayarga si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma aveva rilasciato alcune dichiarazioni spontanee, sostenendo di non essere scappato dal teatro dell'incidente. Ero a 100 metri, sotto choc, e stavo parlando al telefono con mia madre quando i carabinieri mi hanno fermato, aveva affermato. Aggiungendo di essersi allontanato perchè più persone lo stavano riprendendo con il telefonino. Per un mese e mezzo era rimasto agli arresti in casa, poi sostituiti con l'obbligo di firma, la misura alla quale è ancora sottoposto. Si torna in aula il 7 maggio.

Per gli eredi della vittima ed una delle donne ferite, parti civili, oltre ai già ricordati Mazzeo e Zampelli, l'avvocato Pasqualina Renzi.

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Contratto telefonico intestato ad un'altra persona, assolto

Era accusato di sostituzione di persone e truffa, ma è stato assolto per non aver commesso il fatto. E' la sentenza al termine del processo a carico di Ludovico Lepore (avvocato Mario Villani), 50 anni, di Benevento, al quale le accuse erano state contestate per una vicenda accaduta nel 2014. Quando, secondo gli inquirenti, avrebbe sottoscritto con una società un contratto per il servizio telefonico presso la sua abitazione, con la consegna di un apparecchio Cubovision, riportando i dati identificativi di un'altra persona residente a Marano, diventata debitrice di circa 1500 euro con la Telecom.