AGGIORNAMENTO 1 FEBBRAIO 2022
Ridotta in appello a 1 anno, 5 mesi e 23 giorni la condanna per Gianluca Di Domenico (avvocato Mario Tomasiello), 27 anni, di Melito di Napoli, ritenuto responsabile, in concorso con un'altra persona non identificata che aveva svolto il ruolo di palo, dell'incursione compiuta nel pomeriggio del 15 marzo del 2019 nella filiale di Venticano della Bcc di Flumeri.
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Meno di due anni fa aveva tentato una rapina in banca, ma era stato costretto a squagliarsela a mani vuote; oggi è stato condannato a 2 anni e ad una multa di 600 euro. E' la pena stabilita dal giudice Loredana Camerlengo – il pm Maria Colucci aveva chiesto 2 anni ed 8 mesi - nel rito abbreviato a carico di Gianluca Di Domenico (avvocato Mario Tomasiello), 27 anni, di Melito di Napoli, ritenuto responsabile, in concorso con un'altra persona non identificata che aveva svolto il ruolo di palo, dell'incursione compiuta nel pomeriggio del 15 marzo del 2019 nella filiale di Venticano della Bcc di Flumeri.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, una volta nei locali, il giovane, armato di un taglierino verde, aveva scavalcato il bancone che divide i dipendenti dall'utenza ed aveva minacciato una cassiera. “State calmi, dove sono i soldi”, aveva urlato alla poverina, impietrita per la paura. Non avendo ottenuto risposta, si era allora diretto verso un altro cassiere, ma a quel punto aveva incrociato l'improvvisa e coraggiosa reazione di un cliente che, senza pensarci su troppo, aveva afferrato un cestino portacarta e glielo aveva scagliato contro.
Un gesto che aveva colto di sorpresa l'autore del raid, che aveva perciò deciso di fuggire a piedi con il complice che l'attendeva all'esterno. Immediato l'avvio delle indagini dei carabinieri, supportate dalle immagini delle telecamere di sorveglianza dell'istituto di credito e, soprattutto, dalla scoperta di una impronta palmare lasciata sul bancone. Un dato diventato determinante a distanza di qualche mese – a giugno -, quando Di Domenico era stato fermato per un colpo analogo ad Ariano Irpino. Era stato fotosegnalato, ne erano state prese le impronte digitali, risultate, nella comparazione, identiche a quella rilevata a Venticano.
Da qui la sua chiamata in causa per l'assalto fallito alla Bcc: una vicenda definita questa mattina, quando il 27enne, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato condannato.
