Autopsia 68enne, 6 consulenti. Sequestrata salma di una 77enne

Via all'esame dell'uomo morto al Rummo il 17 gennaio

autopsia 68enne 6 consulenti sequestrata salma di una 77enne

L'iniziativa del Pm per la pensionata deceduta il 21 gennaio al Fatebenefratelli

Benevento.  

Sono sei i consulenti nominati in vista dell'autopsia del 68enne di Benevento morto al Rummo lo scorso 17 gennaio. Ai due specialisti scelti dal sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa per eseguire l'esame e i relativi accertamenti - il medico legale Emilio D'Oro e il cardiologo Matteo Santamaria- si aggiungono infatti i dottori Dino Mario Tancredi (medico legale ) e Luciano Pandolfo (cardiologo), per i familiari della vittima, rappresentati dall'avvocato Alessio Palladino, ed i dottori Vincenzo Migliorelli ed Omero Pinto per i quattro medici del Rummo indagati, difesi dagli avvocati Angelo Leone, Pierluigi Pugliese, Massimiliano Cornacchione e Oreste Di Giacomo.

Questo pomeriggio l'affidamento dell'incarico, poi il via alle operazioni presso la sala dello stesso Rummo. Novanta i giorni a disposizione dei consulenti del Pm per depositare le loro conclusioni in una inchiesta innescata dalla denuncia dei parenti del 68enne. Secondo una prima ricostruzione, il paziente sarebbe entrato in ospedale perchè accusava dei dolori al torace. Ricoverato, gli sarebbero state praticate una serie di analisi, fino a quando, nel pomeriggio, il suo cuore si era fermato per sempre, a quanto pare per un infarto.

Intanto, è stata sequestrata dal pm Francesco Sansobrino, in vista di una probabile autopsia, la salma della 77enne di Benevento deceduta il 21 gennaio all'ospedale Fatebenefratelli. Una vicenda al centro di una indagine avviata dopo l'esposto-denuncia presentato dai familiari attraverso l'avvocato Claudio Fusco.

Come anticipato nei giorni scorsi, e anche in questo caso in base ad una prima ricostruzione, l'anziana si era ricoverata il 29 novembre perchè, essendole stato riscontrato un basso livello di emoglobina, aveva bisogno di trasfusioni. Sottoposta in entrata al tampone, era risultata negativa al Coronavirus, fino al 10 dicembre, quando un altro test ne aveva invece restituito la positività.

Per questo era stata trasferita nelle stanze riservate ai pazienti con lo stesso problema, che aveva lasciato lo scorso 13 gennaio, allorchè, tornata negativa, era stata riaccompagnata in reparto. Un periodo che i congiunti lamentano di aver trascorso senza ricevere informazioni. Solo il 18 gennaio una figlia era riuscita finalmente a rivedere la madre, le cui condizioni si erano ulteriormente aggravate, fino al momento in cui aveva smesso di respirare.