Non aveva preso affatto bene la separazione dalla moglie, che avrebbe iniziato a tormentare, fino a quando lei, comprensibilmente impaurita, aveva deciso di denunciarlo. Un'iniziativa che aveva comportato a suo carico il divieto di avvicinamento all'ex coniuge, la misura alla quale è sottoposto, dal maggio dello scorso anno, un 48enne di Benevento, titolare di una ditta.
Questa mattina era in programma l'udienza preliminare dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, ma è slittata di una settimana per l'impedimento dell'avvocato Gerardo Giorgione, difensore dell'imputato. L'uomo è finito al centro di una indagine della Squadra mobile, alla quale si era rivolta la malcapitata – è rappresentata dall'avvocato Beatrice Ucci-, raccontando le 'attenzioni' che le sarebbero state riservate, con il coinvolgimento anche della figlia minore.
Una volta rotto il matrimonio, l'uomo avrebbe perseguitato la donna, rivolgendole espressioni a dir poco offensive e minacciose, inviandole messaggi a ripetizione, telefonandole a tutte le ore del giorno e della notte, seguendola nei movimenti e accusandola di avere un nuovo compagno, nonostante lei l'avesse sempre negato. Una situazione diventata insostenibile per la poverina, a tal punto da costringerla, per paura, a cambiare le sue abitudini.
Comparso dinanzi al gip Vincenzo Landolfi per l'interrogatorio di garanzia, l'allora 47enne aveva chiesto scusa per i suoi comportamenti, attribuendoli alla rabbia provata quando aveva saputo che l'ex moglie intratteneva una relazione con un altro uomo ancora prima che si separassero. Ho sbagliato, aveva aggiunto, ma ciò non ha impedito a lei di continuare la sua vita, andando regolarmente al lavoro o in piscina.
