Appalto Torre di Cerreto, nuovo difensore: slitta l'udienza

Per cinque persone il 30 marzo nuovo appuntamento dinanzi al Gup

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Benevento.  

E' slittata al 30 marzo, per la richiesta di termine a difesa dell'avvocato Nicola Colicchio, appena subentrato, l'udienza preliminare, fissata dinanzi al gup Vincenzo Landolfi, a carico delle cinque persone che la Procura vuole a processo per l’appalto dei lavori di restauro della Torre Civica Medievale a Cerreto Sannita.

L'elenco include Letizio Napoletano (avvocati Gianluca De Vincentis e Nico Salomone), 65 anni, responsabile dell’Ufficio tecnico lavori pubblici del Comune, il sindaco Pasquale Santagata (avvocato Alfonso Furgiuele), 66 anni, Angelo Carmine Giordano (avvocato Colicchio), 61 anni, di Solopaca, Dario Giovini (avvocati Vincenzo Cortellessa e Massimo Taffuri) , 56 anni, della provincia di Caserta, commissari di gara, e il professore Marcello Rotili ( avvocati Luigi Marino e Maria Assunta Bovio), 73 anni, di Benevento.

Napoletano, Santagata, Giordano e Giovini rispondono di turbativa di gara, Napoletano anche di una presunta corruzione e, con Rotili, di abuso d'ufficio, per l'affidamento, nel 2015, dell'incarico di consulente archeologico, per la sorveglianza sui lavori di restauro della Torre, ad un allievo del docente universitario.

Come più volte ricordato, l'indagine, diretta dalla Dda e condotta della guardia di finanza, era rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica nel dicembre del 2018, quando Napoletano era finito agli arresti domiciliari sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare del Gip di Napoli adottata in una costola dell'inchiesta, denominata The Queen, 'deflagrata' nel marzo 2017, con decine di arresti scattati per una serie di gare di appalto nelle province di Napoli, Caserta e Benevento.

Tra esse anche quella per i lavori di restauro della Torre civica medievale di Cerreto Sannita, per la quale era stato chiamato in causa Napoletano, presidente della commissione, che nell'ottobre 2014 aveva aggiudicato la gara alla 'Bretto Opere stradali Srl'. Da qui l'addebito di turbativa di gara in concorso, che si aggiunge a quello di corruzione prospettato per il solo Napoletano, che, secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto la somma di 10mila euro dall'amministratore della società.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia l'allora 62enne aveva respinto ogni addebito, rivendicando la correttezza e la legittimità dell'aggiudicazione della gara, ed escludendo qualsiasi rapporto con i Sommese. Uno dei quali, Antonio, collaboratore di giustizia, nipote dell'ex assessore regionale Pasquale, aveva riferito di aver saputo dall'amministratore della 'Bretto Opere stradali Srl', la società che si era aggiudicata la gara, della presunta dazione di 10mila euro in favore di Napoletano.

Una circostanza non supportata da alcun contatto telefonico o da incontri, aveva fatto notare la difesa, che aveva impegnato l'ordinanza dinanzi al Riesame. Che l'aveva annullata, restituendo Napoletano alla libertà, dopo aver dichiarato l'incompetenza territoriale del Gip di Napoli, ed individuando come competente quello di Benevento. La Procura partenopea aveva però tirato dritto e, dopo un supplemento di attività investigativa sulla posizione di Santagata, aveva proposto i rinvii a giudizio al Gup, che si era però dichiarato incompetente, con gli atti trasmessi, infine, alla Procura sannita.