Beni per 1 milione e mezzo di euro, no a sequestro per Piscopo

Il Riesame ha respinto l'appello della Procura contro il no del Gip

beni per 1 milione e mezzo di euro no a sequestro per piscopo
Benevento.  

Respinto dal Riesame, che ne ha ritenuto legittimo il possesso, l'appello presentato dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Giulio Barbato contro il no del gip Gelsomina Palmieri al sequestro dei beni, per un valore di 1 milione e mezzo di euro, di Armando Piscopo (avvocato Antonio Leone), 45 anni, della città, una delle cinque persone finite in carcere il 14 gennaio in una indagine antiusura della squadra mobile e dalla guardia di finanza, e poi passate ai domiciliari su decisione del Riesame. 

Come si ricorderà, nel motivare il rifiuto opposto alla Procura, la dottoressa Palmieri aveva fatto notare che “l'ipotizzata sproporzione rispetto alla capacità reddituale posta alla base della richiesta viene meno se si considera che” la coniuge di Piscopo “nel mese di dicembre del 2009 risultava destinataria di una ingente somma di denaro a titolo di risarcimento, somma prelevata con quattro distinte operazioni, l'ultima nel febbraio del 2010. Orbene può dunque ritenersi che i beni di cui si chiede il sequestro siano stati acquistati con mezzi economici nella effettiva disponibilità” della moglie, “titolare di redditi propri o comunque di somme ottenute a titolo risarcitorio”. Tanto vale – aveva concluso - “ad escludere la sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni di cui è chiesto il sequestro finalizzato alla confisca”.