Un rinvio a giudizio e due assoluzioni. Li ha stabiliti il giudice Loredana Camerlengo per le tre persone, residenti a Ceppaloni, chiamate in causa dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Montesarchio su due vicende accadute tra gennaio del 2017 e febbraio del 2015.
L'assoluzione, per non aver commesso il fatto, è scattata per Veronica Parisio (avvocato Nazzareno Fiorenza), 38 anni, – il Pm aveva proposto la condanna a 4 anni -, che aveva scelto il rito abbreviato. Rispondeva di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, contestata anche a Luciano Domenico Ricci (avvocati Domenico Dello Iacono e Gerardo Giorgione), 33 anni, nei confronti del quale il processo partirà il 24 novembre.
Rio abbreviato e assoluzione per non aver commesso il fatto – per lui erano stati proposti 4 anni – anche per Matteo Ventura (avvocati Marianna Febbraio e Annalisa Covino), 25 anni, accusato di rapina.
Il capitolo della droga riguarda 7 chili tra hashish e cocaina che i militari avevano sequestrato il 9 gennaio del 2017 dopo averli rinvenuti nei loculi in costruzione all'interno del cimitero di Ceppaloni. La droga era in un borsone, una busta di carta ed un recipiente di vetro; in particolare, 6 chili ed 850 grammi di hashish erano custoditi, divisi in 68 panetti, ciascuno del peso di 100 grammi, in involucri di plastica termosaldati. Nove contenitori dello stesso tipo e 6 buste contenevano, invece, 250 grammi di cocaina. Secondo gli inquirenti, mentre un terzo uomo fungeva da palo, Ricci e Parisio avrebbero nascosto la 'roba' nelle tombe in via di realizzazione.
La storia per la quale era stato invece tirato in ballo Ventura risale al 23 febbraio del 2015. Si tratta di una rapina compiuta a San Leucio del Sannio, per la quale, a distanza di alcuni mesi, tre giovani di Benevento, arrestati all'epoca mentre si allontanavano a bordo di una Mercedes, avevano patteggiato pene da 2 anni e 2 mesi a 3 anni dinanzi al giudice Maria Di Carlo.
La Procura sosteneva cche, Ventura avrebbe preso parte al raid del quale erano rimasti vittime due dipendenti del locale 'Good luck' . L'attività commerciale era stata teatro, a tarda ora, di una irruzione effettuata da quattro sconosciuti con il volto coperto da foulard e muniti di una pistola scacciacani ed un coltello.
I due addetti erano stati minacciati (“Questa è una rapina”, avrebbero gridato gli autori dell'incursione per farsi consegnare denaro ed oggetti di valore), uno di loro era stato bersagliato alla testa con il calcio dell'arma. Un colpo che aveva fruttato un bottino di 700 euro, tra sigarette e soldi prelevati anche da un apparecchi cambiamonete.
