Annullata dalla Cassazione, che ha rinviato gli atti alla Corte di appello per una ulteriore pronuncia, la sentenza con la quale in secondo grado, nell'ottobre del 2019, erano state ridotte le condanne per i tre sanniti, di Monfalcone di Valfortore, coinvolti nell'operazione, denominata New bridge, diretta dalla Dda di Reggio Calabria.
La decisione della Suprema Corte ha interessato (tra parentesi la pena) Andrea Memmolo (8 mesi), 34 anni, Daniele Cavoto, 35 anni, e Francesco Vonella, 34 anni- 1 anno ad entrambi -, difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera, Mario Verrusio, Stanislao Lucarelli e Mauro Valentino.
La sentenza di appello aveva riformato, escludendo le aggravanti della natura transnazionale del reato e dell'agevolazione di una 'ndrina calabrese, quella con rito abbreviato del Tribunale di Locri, risalente all'aprile del 2015, che aveva assolto gli imputati dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, condannandoli per associazione per delinquere dopo la riqualificazione dell'iniziale addebito di stampo mafioso.
Nel febbraio 2014 il blitz che aveva riguardato numerosi indagati, nel mirino degli inquirenti una triangolazione tra Montefalcone di Valfortore, New York e Gioiosa Jonica: cocaina da acquistare alle Bahamas o in Guyana e da spedire in Italia; eroina da comprare nel nostro Paese per venderla negli States. Roba nascosta in carichi di copertura di frutta fresca o carbone, piazzata sull'asse costruito tra due gruppi, sui rapporti tra esponenti legati alla famiglia Gambino, “storicamente considerata la più grande e potente di Cosa nostra” negli Usa, e la 'ndrina Ursino. Nel mezzo “una cellula collegata con gli americani ed i calabresi sedente nel beneventano”.
