Chi non avrebbe firmato per arrivare allo scontro diretto con un vantaggio così cospicuo? Il Benevento si prepara alla “madre di tutte le partite” con un tesoretto di 7 punti da gestire a suo piacimento. Può mirare a conservarlo così com'è, ma può addirittura provare a renderlo più ampio e far diventare le ultime 8 partite una sorta di passeggiata di salute.
E' stata un'altra domenica di grande positività: le difficoltà per la sfida del Viviani, ancora imbattuto quest'anno, erano palesi. Pressochè pari a quelle del Catania al cospetto della terza forza del campionato. Averla superata non solo senza conseguenze, ma guadagnando altri due punti di vantaggio deve far gonfiare il petto.
Floro Flores ha centrato tutti i suoi obiettivi. Ha “risparmiato” Prisco e Salvemini, ha “rispolverato” Della Morte nel ruolo di Simonetti e il risultato gli ha dato ragione al cento per cento. Non è un caso che il gol sia arrivato su un assist di Della Morte e il tap in conclusivo sia stato di Guglielmo Mignani.
Il figlio d'arte merita un capitolo a parte, anche partendo solo dai numeri: ha segnato il suo settino gol stagionale giocando appena 18 “spezzoni” di partita, raggiungendo 570 minuti sul campo, che rapportati ai sette gol realizzati fanno in media un gol ogni 81 minuti. Una sorta di record, ma anche un esempio di resilienza da parte dell'attaccante senese, che sfrutta alla grande ogni piccola opportunità che Floro gli concede.
L'altra menzione tocca a Matteo Della Morte. Ha superato qualche difficoltà iniziale, ma si è saputo adeguare ad un ruolo che è solo in parte suo. Non sarà mai Simonetti, ma per slanci e dedizione è quello che si è avvicinato maggiormente al gioco del “tuttocampista” romano. Può solo migliorare ed è quello che sperano tutti.
