Eugenio Caserta, di Tocco Caudio, aveva 23 anni quando la sua vita era stata stroncata. Era l'11 gennaio del 2019: una serata impossibile da dimenticare per quel maledetto incidente stradale che se l'era portato via per sempre. Un dramma per il quale il sostituto procuratore Assunta Tillo ha chiesto il rinvio a giudizio di Giuseppe Coppolaro, 21 anni, “il migliore amico” della vittima.
Era lui al volante di quella Fiat Punto che lungo la provinciale, in territorio di Campoli Monte del Taburno, era finita contro il muro di recinzione di un'abitazione. In seguito all'impatto, Eugenio aveva sfondato con la testa il parabrezza anteriore, riportando una gravissima lesione al collo contro la quale i medici del Rummo, dove era stato trasportato, nulla avevano potuto.
A Coppolaro viene addebitato di essersi messo alla guida “in stato di alterazione psicofisica dovuto agli effetti congiunti di alcolemia e assunzione di sostanze psicotrope”.Due dati rispetto ai quali la difesa aveva fatto notare all'epoca che il tasso alcolemico (“0,6 milligrammi per litro”) era inferiore a quello soglia, e che la positività agli stupefacenti era relativa ad uno spinello fumato nei giorni precedenti.
Sottoposto dopo l'incidente ai relativi accertamenti, l'allora 19enne era risultato positivo e per questo era stato stato spedito agli arresti in casa. Li aveva lasciati, tornando in libertà senza alcuna misura, dopo la convalida dinanzi al gip Loredana Camerlengo, quando, assistito dall'avvocato Carlo Iannace, aveva espresso tutto il dolore per la perdita di colui che aveva definito “il mio migliore amico”, offrendo la sua ricostruzione.
Eugenio e Giuseppe avevano lasciato temporaneamente una festa con alcuni amici per raggiungere Tocco Caudio e prelevare un organetto. Giuseppe si era messo al volante della Punto, Eugenio era al suo fianco. All'altezza della seconda di una doppia curva in discesa – aveva sostenuto -, l'auto aveva improvvisamente perso aderenza con l'asfalto, lui aveva provato a frenare ma la macchina era andata dritto, schiantandosi contro il muretto di un'abitazione.
Questa mattina era in programma l'appuntamento con il gup Vincenzo Landolfi, rinviato però all'11 maggio. I genitori e la sorella di Eugenio Caserta si sono costituiti parti civili, rispettivamente, con gli avvocati Angelo Leone e Francesco Bevacqua.
