Estorsione aggravata dal metodo camorristico, quattro arresti

Operazione dei carabinieri del Reparto operativo contro il clan Sparandeo

Benevento.  

 

Estorsione aggravata dal metodo camorristico. Questa l'accusa nei confronti di quattro persone destinatarie di due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ed eseguite questa mattina dai carabinieri del Reparto Operativo. Una vicenda per la quale risultano indagati Corrado Sparandeo, 29 anni (destinatario di una seconda ordinanza dopo che la prima era stata rigettata - vedi altro articolo correlato); Italo Di Pietro, 32 anni; Giuseppina Piscopo, 31 anni e Silvio Sparandeo, 25 anni, tutti di Benevento. Secondo l'accusa i quattro a vario titolo e in concorso tra loro avrebbero estorto denaro a un'attività commerciale di Ceppaloni. Secondo gli investigatori, dal carcere dove si trova tutt'ora recluso, Corrado Sparandeo continuava a gestire le attività del clan. Nel mirino dei militari l'estorsione di 800 euro ai danni del titolare di una pizzeria.

“Tabula rasa 2” il nome in codice del prosieguo dell'inchiesta che nel marzo 2014 era sfociata in ventisei arresti. Quarantadue, complessivamente, le richieste di rinvio a giudizio nel troncone principale: come anticipato da Ottopagine, quattro imputati sono già stati giudicati con rito ordinario, per gli altri trentotto, che hanno scelto il rito abbreviato, venerdì è in programma la requisitoria del pm della Dda Landolfi.

“L'estorsione è un fenomeno che poco appare ma del quale tutti parlano”, ha commentato il comandante provinciale dei carabinieri Pasquale Vasaturo al termine della conferenza stampa alla quale ha partecipato il capitano Vincenzo Pappalardo, a capo del Nucleo investigativo del Reparto operativo che è invece retto dal capitano Giuseppe Izzo.

“La vittima – ha spiegato Pappalardo – non ha purtroppo denunciato l'estorsione che invece è stata documentata con attività che avevamo predisposto durante le indagini”.