Da un anno siede sulla poltrona più importante della Questura di Benevento. Un lasso di tempo che gli è servito ad approfondire le caratteristiche di un territorio che, per sua stessa ammissione, conosceva parzialmente. “Conosco più la provincia che il capoluogo”, aveva detto, il giorno dell'insediamento – il 1 agosto 2014 –, il questore Antonio Borrelli.
Da allora ne è corsa di acqua sotto i ponti, tanta da consentirgli di avere a disposizione un quadro completo. Luci ed ombre. “Il Sannio è senz'altro molto vivibile. Ha tutti i fenomeni criminosi che interessano le altre realtà, come lo spaccio di stupefacenti e le estorsioni - due capitoli contro i quali abbiamo operato con arresti e sequestri -, ma la loro dimensione permette di contrastarli in modo adeguato”, spiega.
Attraverso un lavoro che “abbiamo già svolto e continuiamo a svolgere – aggiunge – in sinergia con il prefetto, i carabinieri e la guardia di finanza”. Un aspetto, quello della collaborazione con le altre forze dell'ordine, al quale Borrelli tiene particolarmente.
Perchè le insidie di ogni tipo sono dietro l'angolo, e l'obiettivo, pur nel rispetto delle singole capacità e competenze, deve essere soltanto quello di assicurare ai cittadini le migliori condizioni possibili. Il rischio delle infiltrazioni camorristiche, soprattutto nelle zone più vicine al napoletano ed al casertano, è sempre in agguato. Vietato distrarsi, “il livello di attenzione dovrà essere ancora più alto se si concretizzeranno investimenti di una certa rilevanza”. Materia che suscita inevitabilmente gli appetiti della criminalità organizzata, sempre alla ricerca di 'nuove opportunità', di affari nei quali inserirsi con ditte in apparenza pulite o cercando di imporre il 'pizzo'...
“E' così – continua il questore –, ma attualmente, in assenza, appunto, di grandi opere che assorbano investimenti consistenti, non abbiamo segnali preoccupanti”. Una fase di stallo che non induce all'ottimismo e riflette la situazione di crisi che affligge la provincia. Tormentata da problemi di lavoro ed occupazione che “vengono seguiti con la massima serietà”.
Un panorama costellato dalle difficoltà, vissute – sottolinea Borrelli – però senza provocare “grandi allarmi” sul versante dell'ordine pubblico. Che in questo anno non ha fatto registrare momenti di criticità. “Anche allo stadio, con l'eccezione dell'ultima partita valida per i play off, dopo la quale è stato adottato il Daspo nei confronti di qualche capo della tifoseria, tutto è filato via liscio”. Furti e incursioni notturne nelle abitazioni non mancano, ma il loro numero “non è superiore a quello del passato”, precisa il questore.
Il suo realismo lo spinge ad invitare le persone a “non lasciare in auto neanche la borsa e a dotare le case, soprattutto se situtate in aree isolate, di strumenti di difesa passiva. Perchè è impossibile pensare ad un poliziotto o a un carabiniere per ogni abitazione o negozio....”.
Il richiamo è allo sforzo che “quotidianamente viene profuso per garantire alla gente la tranquillità”.
La stessa messa a dura prova, qualche mese fa, da alcuni attentati ai danni di attività commerciali della città. “Sono al centro di indagini, dirette dalla Dda di Napoli, che in autunno riserveranno sviluppi”, conclude Borrelli.
Un sorriso abbozzato. Null'altro. Passo e chiudo.
Enzo Spiezia
