Pugni e calci al papà costretto in carrozzella, dopo 10 mesi lascia il carcere

Benevento. Ai domiciliari una 33enne accusata di maltrattamenti, lesioni ed estorsione

pugni e calci al papa costretto in carrozzella dopo 10 mesi lascia il carcere
Benevento.  

Ha lasciato il carcere dopo dieci mesi, ed ora è agli arresti in casa, la 33enne di Benevento accusata di maltrattamenti in famiglia, lesioni ed estorsione. Addebiti per i quali è già a giudizio – il 30 novembre il processo, fissato dinanzi al giudice Monaco, sarà trasferito al tribunale collegiale-, contestati in una inchiesta del sostituto procuratore Flavia Felaco.

Nel mirino i comportamenti che la donna, difesa dall'avvocato Fabio Russo, avrebbe mantenuto nei confronti dei genitori – sono rappresentati dall'avvocato Antonio Leone -, sottoposti ad un “sistema di vita tormentato e sottomesso”, e costretti a darle i soldi da spendere per alcol e droga.

Secondo gli inquirenti, avrebbe percosso con calci e pugni il papà, facendolo cadere dalla sedia a rotelle sulla quale è inchiodato per una invalidità, l'avrebbe preso per il collo e strattonato. Avrebbe inoltre lanciato un posacenere contro la mamma, mentre ad entrambi avrebbe riservato offese pesantissime. Avrebbe infine minacciato di morte, anche con un coltello, il padre.“Ti sgozzo e ti butto dalla finestra...”, gli avrebbe urlato, terrorizzandolo.

Per la 33enne è stato disposto il giudizio immediato dal gip Pietro Vinetti, che nella stessa occasione aveva deciso la trasmissione alla Procura, non ravvisando profili di connessione, degli atti relativi a due addebiti di minaccia e violazione di domicilio prospettati per le condotte che la 33enne avrebbe assunto nei confronti di un avvocato. “Dammi il fascicolo, stasera scasso tutto, non ho niente da perdere, tu non hai capito con chi hai a che fare...”, avrebbe detto al professionista, restando nello studio del legale nonostante fosse stata invitata ad andar via.