Al Rione Libertà tornano le bombe

Cresce l'allarme dopo le ultime intimidazioni ai danni dei titolari di attività commerciali

Benevento.  

Bombe e incendi. Per settimane hanno segnato le cronache di Benevento. Poi il silenzio e la speranza che la pressione investigativa potesse essere servita a metterle a tacere, a spegnerle. Non è andata così, purtroppo. Perchè le prime sono tornate nuovamente alla ribalta. Con il loro pesante carico di paura, con una valenza intimidatoria che inevitabilmente preoccupa. 
Ne sa qualcosa il proprietario di un negozio di elettrodomestici e telefonia in via Cocchia. E' il cuore del rione Libertà, il più popoloso della città. Il suo battito è diventato tachicardico due notti fa. Colpa di quelle mani maledette che hanno piazzato un ordigno dinanzi al locale preso di mira. Erano le 4, i residenti erano immersi tranquillamente nel sonno. Sono stati svegliati all'improvviso, un brivido lungo la schiena. Il forte rumore di una deflagrazione ha riportato l'orologio indietro nel tempo. Non di tantissimo. 

 Nessuna ipotesi viene esclusa perchè è già capitato in passato che 'avvertimenti' dello stesso tipo abbiano restituito successivamente un movente non di stampo estorsivo. Fondamentale la collaborazione delle vittime, la loro disponibilità a superare i comprensibili timori e a non nascondere ogni minimo segnale ricevuto in precedenza. Magari sotto forma di una 'richiesta particolare' avanzata con modalità più o meno esplicite. Con una telefonata, nel corso di un incontro. Gli archivi sono pieni di casi come quello di via Cocchia, che 'ingrassa' un dato statistico complessivo che offre molti elementi di riflessione. Perchè, al di là della possibile esistenza di una 'regia comune' dietro gli episodi accaduti, segnala un inquietante attivismo della criminalità. La stessa che più volte è finita nella trappola delle inchieste in materia di estorsione dirette dalla Procura.
L'ultima in ordine cronologico è stata 'firmata' dalla Squadra mobile e risale allo scorso gennaio. Racconta storie che si somigliano un po' tutte. Tutte sottese dalla pretesa di imporre la propria volontà sui destini di coloro che operano tra innumerevoli difficoltà. 'Bersagli' da costringere con la minaccia al pagamento di una tangente, “per evitare problemi” e continuare a lavorare senza subire fastidi. Un'operazione alla quale erano seguite però, a distanza di qualche mese, le 'attenzioni' riservate ai titolari di alcuni esercizi del capoluogo sannita. Un elenco nel quale figurano un negozio di abbigliamento ed una gelateria, quest'ultima aperta da poco, in centro; una rivendita di tabacchi e, alla vigilia dell'inaugurazione, un autolavaggio. Scene identiche, ovunque i segni lasciati da un fenomeno che rappresentata, con l'usura, uno dei 'marchi di fabbrica' della nostra provincia. Bombe ed incendi, esplosioni e fiamme, talvolta colpi di pistola: riecco l'allarme a Benevento. E sicuramente non per i furti.

Enzo Spiezia