Oltre due anni fa il gip aveva stabilito per tutti il non doversi procedere. Capitolo chiuso, non per la Procura, che aveva impugnato la decisione dinanzi alla Cassazione, ottenendo la fissazione di un'ulteriore udienza preliminare. Parola al gup Gelsomina Palmieri, che questa mattina ha disposto due stralci ed altrettanti rinvii a giudizio in un'indagine centrata su una presunta falsa testimonianza resa in un processo per rapina a carico di due donne straniere, accusate di aver picchiato una connazionale per sottrarle celleulare e computer.
Un episodio accaduto a Benevento nel gennaio 2010, che sei mesi più tardi la vittima aveva ricostruito in aula in maniera completamente opposta. Lenuta Borodi, 25 anni, rumena, aveva infatti escluso ogni responsabilità da parte delle imputate. Lo avrebbe fatto, secondo il pm Nicoletta Giammarino, perchè in cambio avrebbe ottenuto, o le sarebbe stata promessa la somma di 1000 euro. La sua posizione e quella di Ioana Cornelia Lavita, 25 anni – entrambe sono difese dall'avvocato Michele Rillo –, una delle persone ritenute responsabili della rapina, sono state stralciate per problemi procedurali: se ne parlerà a giugno.
Dovranno invece affrontare il processo, che partirà il 14 gennaio, Vincenzo Melillo, 64 anni, di Morcone, e Antonio Caroscio, 71 anni, di Benevento, quest'ultimo chiamato in causa come legale delle due imputate. Sono impegnati nella difesa gli avvocati Camillo Cancellario, Roberto Verusio, Leopoldo Papa e Maria Teresa Del Ciampo.
Esp
