"Quella badante lo ha maltrattato e si è fatta intestare una parte dei beni"

Benevento. Una 55enne a processo dinanzi alla Corte di assise

quella badante lo ha maltrattato e si e fatta intestare una parte dei beni
Benevento.  

Due testi del Pm, poi il rinvio all'8 gennaio, quando proseguirà, dinanzi alla Corte di assise di Benevento, il processo a carico di Ana Grama, 55 anni, residente a Roma, accusata di maltrattamenti aggravati ai danni di un anziano di cui era la badante, circonvenzione di incapace, minaccia, calunnia e corruzione. Accuse respinte dall'interessata durante l'interrogatorio chiesto dopo la conclusione dell'inchiesta.

Difesa dall'avvocato Salvatore Brancaccio, è stata chiamata in causa per i presunti comportamenti aggressivi e vessatori che avrebbe mantenuto nei confronti di un 87enne di Bonito che nel dicembre del 2017 era stato ricoverato all'ospedale di Ariano Irpino, dove, a distanza di tre giorni, era morto.

Secondo gli inquirenti, non avrebbe provveduto alla cura del pensionato, che all'arrivo in ospedale era stato trovato in stato di disidratazione e in condizioni igieniche precarie. Inoltre, gli avrebbe provocato lesioni, gettandolo al di fuori dell'auto e facendolo cadere sull'asfalto.

E ancora: la Procura ritiene che la donna, approfittando dell'età avanzata e della fragilità caratteriale dell'87enne, vedovo e senza figli, attraverso “finti atteggiamenti amorevoli ed affettuosi, si sarebbe fatta assegnare terreni e una casa rurale ed intestare un libretto postale, stipulando con lui un contratto di lavoro subordinato domestico nell'ottobre del 2017”. A quel punto, avrebbe iniziato ad assumere condotte aggressive nei confronti del malcapitato.

L'imputazione di minaccia è invece relativa ad un episodio del quale avrebbe fatto le spese un uomo al quale era legata da una relazione affettiva. Di fronte al rifiuto di occuparsi dell'87enne durante un suo periodo di assenza, l'avrebbe colpito e si sarebbe avventata contro di lui con un coltello, facendo altrettanto anche successivamente, quando lui, che era riuscito ad andar via, era stato raggiunto a casa e per difendersi l'aveva percossa con una mazza di legno (lei aveva denunciato che anche l'87enne era stato colpito).

L'addebito di corruzione, infine, fa riferimento all'offerta di denaro che avrebbe fatto ai carabinieri per ottenere la restituzione dell'auto posta sotto sequestro amministrativo. Per le parti civili gli avvocati Carmine Monaco, Giuseppe Caturano, Giuseppe Vitiello, Franca Iacoviello e Maria Rosaria Guarino.