La scelta di registrare la sua opinione non è frutto del caso. Esperta di diritto familiare, presidente della Camera minorile, Luisa Ventorino, avvocato, di Benevento, ha infatti legato il suo nome anche ad un'iniziativa di cui si era resa protagonista poco più di un anno fa, e che aveva avuto un'eco sugli organi di informazione nazionali.
Aveva scrutato le prime mosse di Papa Francesco, ne aveva colto un'impostazione diversa rispetto ai predecessori, e per questo aveva deciso di rivolgersi direttamente a lui. Con una lettera nella quale, anche facendo riferimento ad un'esperienza personale, gli aveva chiesto di intervenire contro la strumentalizzazione dei ricorsi per la dichiarazione di annullamento dei matrimoni. Da allora di acqua sotto i ponti non ne è passata molta, le cronache delle ultime ore parlano di novità importanti. Con il Pontefice che ha messo mano ad un capitolo delicatissimo, riformando la procedura delle cause di nullità matrimoniale.
Il Papa l'ha ascoltata, sarà contenta...
“Ha ascoltato le migliaia di voci che si sono alzate in questi anni per proporre di modificare il processo ecclesiastico in vigore da tre secoli. Un processo attorno al quale si sono coagulati tantissimi interessi: legati al versamento dei diritti per l'introduzione della causa sia da parte di chi la promuove, sia di chi si costituisce, e alle parcelle degli avvocati. C'è un tetto, è vero, ma, mi creda, viene spesso superato. Ecco perchè chiedevo un maggiore rigore. E poi esiste una questione di fondo...”
Qual è?
“Lo scorso anno la Cassazione ha stabilito che non possono essere delibate le sentenze di nullità di matrimoni durati non meno di tre anni...”
Quindi...
“Questo significa che quelle sentenze non hanno conseguenze nell'ambito civile. Tra i motivi non dichiarati nelle richieste di nullità presentate anche dopo dieci, quindici anni figurano infatti gli effetti civili, con la mancata corresponsione dell'assegno di mantenimento all'ex coniuge. Ora tutto ciò non è possibile....”.
Che idea si è fatta delle decisioni del Pontefice?
“Le ricostruzioni giornalistiche non mi avevano entusiasmato, ma la lettura della norma ha fatto emergere alcune novità che ritengo molto significative. La vera rivoluzione è la gratuità dei processi, Francesco ha il potere per dire che non si devono pagare i diritti di accesso ai Tribunali ecclesiastici. Il Papa parla di manifesta fondatezza, su questo versante ritengo ancora eccessivo il potere discrezionale assegnato ai religiosi, che però possono esercitarlo solo quando i coniugi sono d'accordo. Per il resto, la semplificazione e il ricorso al vescovo mi appaiono come una ulteriore contrazione del diritto di difesa. Perchè, già adesso, le parti non hanno pari dignità, e quella che propone viene maggiormente accreditata nelle sue ragioni...”.
Non sarà più necessario l'appello...
“Sì, è così. Trascorsi trenta giorni dalle notifiche, le sentenze di primo grado passeranno in giudicato, diventeranno definitive. Non sarà più obbligatorio l'appello, se interverranno elementi nuovi sarà possibile interessare la Sacra Rota. Un passo deciso in avanti, che comporterà un ulteriore risparmio”.
Enzo Spiezia
