«Per un ritardo libero l'assassino di nostro fratello»

Lettera dei fratelli Rosiello contro «I ritardi della procura»

L’avvocato Sguera: «Stiamo parlando di una persona che ha confessato il suo terribile crimine, e la leggerezza della Procura è imperdonabile e soprattutto preoccupante»

Benevento.  

In seguito alla decisione del Riesame che, dopo aver accolto l'appello presentato dall'avvocato Angelo Leone contro la proroga della custodia cautelare in carcere, ha rimesso in libertà Paolo Messina, 33 anni a marzo, di Benevento, installatore di impianti termoidraulici, accusato dell'omicidio di Antonello Rosiello, 41 anni, anch’egli della città, imprenditore nel settore della pasta, ucciso a colpi di pistola nelle prime ore del 25 novembre 2013, riceviamo e pubblichiamo la nota inviata dai familiari di Rosiello. Sulla delicata questione, che ha inevitabilmente colpito l'opinione pubblica, interviene anche l'avvocato Vincenzo Sguera che assiste proprio i familiari della vittima. Il professionista esprime “preoccupazione per quanto è accaduto. Non si tratta di una sciocchezza: il reato per il quale il reo confesso era in carcere è quello in assoluto più grave, che maggiormente provoca allarme sociale e che, in quanto tale, doveva essere trattato con particolare attenzione. Stiamo parlando di una persona che ha confessato il suo terribile crimine, e la leggerezza della Procura (ma è un termine che non rende bene l’idea) è imperdonabile e soprattutto preoccupante. Ci auguriamo che, almeno in questa circostanza, non ci sia il solito trito e ritrito scaricabarile e che chi ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità. Sino in fondo.”

Di seguito, invece, la lettera di Cosimo, Domenico e Sergio Rosiello, fratelli di Antonello. “E alla fine è accaduto: il reo confesso per un omicidio così efferato, quale quello commesso nei confronti di nostro fratello, Antonello Rosiello, è stato rimesso in libertà per una distrazione (?!?), ingiustificata e ingiustificabile, della Procura della Repubblica di Benevento. Non basta che la nostra sia la città più sicura per gli assassini (basti pensare che quasi tutti gli omicidi, tentati o consumati, commessi a Benevento negli ultimi anni non sono stati risolti; anzi per molti di essi la Procura brancola ancora nel buio), ma ora addirittura anche i rei confessi riescono ad essere rimessi in libertà. L’indignazione per quanto è accaduto è forte, e saranno percorse tutte le strade, nessuna esclusa, che possano servire a ristabilire la giustizia e il diritto, così gravemente violati dal comportamento sciatto ed irresponsabile dei magistrati inquirenti. Tutti devono sapere che il consulente tecnico nominato dal Pubblico Ministero (unico a Benevento?) ha impiegato oltre un anno per depositare una relazione (autopsia) che poteva essere scritta da chiunque in poco tempo, senza che chi aveva l'obbligo di vigilare sul suo operato (come si fa con i bambini) sia intervenuto per sollecitarne l'adempimento dell'incarico nei termini previsti dalla legge! Giusta conseguenza di tale assurdo modus operandi è stato il provvedimento di remissione in libertà dell'assassino di nostro fratello. I cittadini hanno diritto ad una giustizia effettiva, che sia a fianco degli onesti e non contro di loro. Se vi sono stati errori, chi li ha commessi ne deve rispondere. Innanzi tutto di fronte alla legge. Non lasceremo nulla di intentato, la memoria di nostro fratello reclama a gran voce GIUSTIZIA. E noi non ci tireremo indietro".

Cosimo, Domenico e Sergio Rosiello

Come si ricorderà, dopo la conclusione dell'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino, che nel novembre dello scorso anno, aveva chiesto una proroga degli stessi termini per la complessità degli accertamenti scientifici, il gip Flavio Cusani l'aveva prolungata di tre mesi, con una decisione poi ribaltata dal Riesame che, aderendo alle argomentazioni fornite dal suo difensore, ha scarcerato Paolo Messina.