Dopo la conferma della diagnosi di Encefalopatia spongiforme probabile (mucca pazza) effettuata dalla Unità operativa di Neurologia dell'ospedale “Rummo” di Benevento e confermata dal Centro regionale per la Diagnosi e la sorveglianza della Malattia da Prioni dell’Uomo dell’Università di Napoli nel caso di una 84enne ricoverata nello scorso mese di dicembre, il dottore Michele Feleppa, direttore della Unità operativa di Neurologia del “Rummo”, ha emesso una nuova diagnosi di Encefalopatia spongiforme probabile, confermata, ancora una volta, dal Centro Regionale, di cui Ottopagine aveva dato notizia in esclusiva sull'edizione del 21 gennaio (leggi l'articolo). Si tratta di unapensionata che, improvvisamente, un mese fa aveva iniziato ad accusare lievi stati confusionali con deficit cognitivi e visivi.
Le conferme delle diagnosi, che rimangono probabili, poiché la certezza della diagnosi avviene solo mediante l’esame autoptico, avvengono oltre che con l’osservazione clinica, mediante Elettroencefalogramma, esami neuro radiologici e la ricerca della proteina 14.3.3. e della proteina Tau nel liquor.
Ancora una volta, dal Rummo sottolineano “che questi casi di Malattia da Prioni siano ascrivibili a forme sporadiche e non, dunque, infettive. Non vi è, allo stato – spiega Feleppa -, rischio per al popolazione nell’uso di carni bovine ma i casi vanno giustamente messi a conoscenza delle autorità sanitarie.
