"Ferie finite, per gli avvocati i problemi di sempre"

Dura nota dell'avvocato Guido Principe su giudici di pace e udienze

Benevento.  

Una nota per rimarcare, finite le ferie, “le problematiche di sempre, aggravate, - se possibile -, dalla colpevole inerzia di chi è preposto alla loro soluzione e di chi, in rappresentanza di noi avvocati, svolge attività di “sindacato” teso anche alla denuncia di tali disservizi”. In calce la firma dell'avvocato Guido Principe, candidato alla presidenza del Consiglio dell'Ordine forense, quando saranno celebrate le elezioni, per una lista che si contrappone a quella del vertice uscente, Alberto Mazzeo.

“L'elenco di detti disservizi – scrive Principe - sarebbe lungo ma, anche per brevità, mi preme sottolineare due aspetti/questioni che ritengo particolarmente gravi. Il 18 settembre 2015 dall'ordine professionale al quale appartengo, è pervenuto, a noi avvocati, la seguente laconica comunicazione: “Si comunica che, per indisponibilità dei fascicoli penali dell’ex ufficio del giudice di pace di San Giorgio del Sannio, le udienze della dottoressa Petrone, già fissate per il 17 settembre 2015, sono ulteriormente rinviate al 16 giugno 2016”. 

In buona sostanza, continua Principe, "da oltre un anno e mezzo, non si riesce a far coprire, a centinaia di fascicoli penali (e migliaia di fascicoli civili), la distanza che separa San Giorgio del Sannio da Benevento. Morale: per centinaia di procedimenti penali verrà dichiarata la prescrizione del reato e centinaia di imputati la faranno franca. Stessa identica sorte vivono tutti i fascicoli penali provenienti, (anzi, che dovrebbero provenire), dagli uffici del giudice di pace dei soppressi uffici di Vitulano e Solopaca. È una vergogna. Il fatto è di una gravità assoluta e la responsabilità va individuata in chi è preposto, quanto meno, ad avviare a soluzione detta problematica. Fino a quando migliaia di processi civili, provenienti da San Giorgio del Sannio non vengono celebrati, la denegata giustizia può essere tollerata (e neanche tanto), ma quando ciò avviene per i processi penali, il fatto non può passare sotto silenzio. Come detto, chi rappresenta la categoria forense tace, assumendo così un chiaro comportamento di ignavia o, peggio ancora, di connivenza con chi non è in grado di intervenire sulla questione più volte denunciata”.

L’altro aspetto attiene, invece, “alle modalità di svolgimento delle nostre funzioni di avvocato. Vedere, come accaduto lo scorso martedì, decine e decine di avvocati accalcati in un corridoio del tribunale, sfidare il principio della impenetrabilità dei corpi, in attesa di entrare nelle stanze dei magistrati per celebrare l’udienza, è uno spettacolo a dir poco deprimente che, ritengo, nessuna categoria di lavoratori conosca. Sotto questo aspetto penso che l’assordante silenzio di chi rappresenta noi avvocati, sia frutto di una penosa genuflessa deferenza volta a non disturbare i vertici del tribunale su questioni che attengono alla dignità degli avvocati. Comportamento, questo, che mal si concilia con il mandato e il compito di rappresentanza dei colleghi tutti”.

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