Solo tra venti giorni, quando non sarà più consentito esprimere il proprio voto, sarà possibile conoscere il destino del concordato messo a punto per salvare dal fallimento l'Amts, l'azienda di trasporto pubblico di Benevento. Gravata da una massa debitoria che ne mette a rischio l'esistenza.
Da qui la necessità di una soluzione che soddisfi i creditori. Alcuni dei quali, questa mattina, hanno votato. Tra loro anche una trentina dei circa cento dipendenti dell'azienda. Un'udienza che ha fatto registrare uno scontro che potrebbe riservare sviluppi.
Un avvocato dello studio di Roberto Prozzo, legale dell'Ati che ha realizzato il parcheggio di via Porta Rufina ed è creditrice di una somma consistente, ha espresso i suoi dubbi sulla regolarità della procedura che in quel momento veniva seguita. Parole che hanno suscitato l'immediata reazione del presidente della Sezione Fallimentare del tribunale, Michele Monteleone, che ha disposto la trasmissione del verbale alla Procura. Una situazione alla quale è seguito anche un botta e risposta con lo stesso avvocato Prozzo.
“Quello di oggi è un primo, seppur parziale, risultato positivo. Il voto favorevole al concordato espresso da una parte dei creditori dell'Amts costituisce, infatti, un buon inizio”, ha commentato il sindaco Fausto Pepe. “E' stato necessario un importante lavoro per far comprendere a tutti l'assoluta necessità, sul piano dei servizi quanto della continuità occupazionale, di salvare l'azienda e questo impegno ha dato i suoi frutti. Non è un caso se oggi creditori importanti hanno espresso parere favorevole. Ciò che invece amareggia è che se oggi tutti i dipendenti dell'azienda si fossero recati a votare, come era stato richiesto, avremmo chiuso una partita fondamentale per il salvataggio ed il rilancio dell'azienda di trasporto pubblico cittadino. Così non è stato e dunque sarà necessario attendere altri 20 giorni per raccogliere i voti dei restanti creditori. Voglio inoltre aggiungere che per l'Amts, proprio in questi giorni, abbiamo ricevuto una manifestazione di interesse da parte di un'azienda italiana di trasporti, dimostrazione evidente che gli sforzi messi in campo finora l'hanno resa interessante e appetibile nel settore. La circostanza renderebbe ancor più grave e inaccettabile l'attività di creditori privati evidentemente interessati al fallimento di un'azienda pubblica che, invece, ha le potenzialità non solo rimettersi in piedi ma anche per crescere e diventare sempre più competitiva”.
Esp
