Condannato per violenza su una ragazza, assolto

Ribaltata la sentenza di primo grado: "Il fatto non sussiste". La giovane aveva ingerito lidocaina

Benevento.  

Era stato condannato a 4 anni ed 8 mesi, è stato assolto perchè il fatto non sussiste. E' la sentenza della Corte di Appello, che ha ribaltato la decisione assunta con rito abbreviato, nell'ottobre 2009, dal gup Maria Di Carlo, per Marcos Antonio Henri Ialeggio (avvocato Marcello D'Auria), il 26enne nato in Brasile, ma residente a San Marco dei Cavoti, accusato di aver violentato una ragazza, approfittando dello stato di incoscienza in cui versava.

La vicenda era rimbalzata all'onore delle cronache nel novembre del 2008, quando il giovane era stato destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare ai 'domiciliari', poi annullata dal Riesame. Il provvedimento era stato adottato nell'ambito delle indagini avviate dalla Squadra mobile dopo la denuncia della presunta vittima su un episodio che si sarebbe verificato il 5 giugno del 2008, dopo una serata che Ialeggio e la 20enne, che si conoscevano, avevano trascorso insieme nei locali del centro storico di Benevento.

Lei aveva raccontato di essersi sentita male dopo aver bevuto una birra, e di non ricordare alcunchè da quel momento in poi. Ed aveva aggiunto di essersi svegliata in un'auto, completamente nuda e con dolori in più parti del corpo.

I medici del 'Fatebenefratelli' le avevano riscontrato “segni di rapporti carnali violenti”, mentre dalle analisi era emerso che “aveva assunto una quantità imprecisata di lidocaina (un farmaco anestetico) che le aveva comportato mal di testa, confusione mentale, nausea, vomito, aritmia cardiaca, causandole anche un significativo stato di incoscienza”.

Secondo l'accusa, Ialeggio avrebbe abusato della ragazza dopo che la stessa aveva ingerito la lidocaina. Circostanze che l'imputato aveva negato: aveva ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la donna, ma aveva escluso di averlo fatto senza il suo consenso, e di averle somministrato qualcosa. Sei anni fa la condanna, ora l'assoluzione: il fatto non sussiste.

Enzo Spiezia