Cristina uccisa e crocifissa: vent'anni al killer

La 26enne rumena fu uccisa nel maggio 2014.

Benevento.  

Vent'anni di reclusione al killer di Andrea Cristina Zamfir, la donna rumena di 26anni che fu trovata crocifissa e uccisa sotto un cavalcavia a Firenze nel maggio 2014. La famiglia della ragazza risiede a Varoni, frazione di Montesarchio. Nel cimitero del comune caudino è stata sepolta Cristina, dopo l'appello della madre, Dorina Draghiciu, della sorella Elena Alina e del cognato Josè Alves.

Avevano appreso dell'omicidio dalla televisione: non avevano più notizie di Cristina, finché il suo volto è apparso, purtroppo, su giornali e televisioni. «Perché?», la domanda della madre e della sorella, tra le lacrime, dopo aver scoperto che era proprio Cristina la donna uccisa barbaramente a Firenze. Si adoperarono per il viaggio a Firenze della famiglia e per la sepoltura nel cimitero di Montesarchio il sindaco Franco Damiano e diversi cittadini. Fu trovata morta il 5 maggio del 2014 Cristina, una scoperta macabra, un omicidio di una violenza inaudita.

Il suo corpo senza vita legato a una sbarra, con le braccia larghe, in via del Cimitero a Ugnano, al confine tra i comuni di Firenze e Scandicci, sotto un ponte dell'A1. Il killer venne scoperto poco dopo: Riccardo Viti, idraulico 55enne, aveva confessato l'omicidio alla madre nel momento in cui la polizia aveva bussato alla sua porta. Poi la confessione totale al sostituto procuratore Canessa: «Mi chiedeva di smettere, ma dopo che la ragazza ha cominciato a urlare mi sono fatto prendere dal panico. Non volevo ucciderla, ma sono stato preso dal panico». 

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Cristiano Vella