Dodici anni li aveva chiesti la Procura, il minimo della pena il suo difensore. Otto quelli inflitti pochi minuti fa dal gup del Tribunale di Napoli Claudio Marcopido, con rito abbreviato, ad Augusto Villani (avvocato Antonio Leone), 33 anni, di Benevento, una delle quattro persone chiamate in causa dall'indagine condotta in città dalla Squadra mobile e dalla Dda lo scorso 12 febbraio.
Le accuse: estorsione, aggravata dal metodo camorristico, ai danni del titolare di una sala scommesse di via Santa Colomba e di uno dei soci di un'azienda che opera nel settore ambiente, e tentata estorsione.
Villani aveva già ammesso il suo coinvolgimento, sostenendo di essere affetto dalla mania del gioco. Si era indebitato, per questo aveva chiesto in proprio le somme di denaro. Inoltre, aveva precisato di non aver avuto rapporti con gli altri tre imputati, rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale sannita. Si tratta di Saverio Sparandeo (avvocati Vincenzo Sguera e Maria Cristina Caracciolo), 53 anni, Alberto Mincione, 36 anni, e Fabrizio Sorice, 35 anni, tutti di Benevento.
Oggi la prima udienza del processo, scandita dalla richiesta, respinta dai giudici, di rito abbreviato condizionato avanzata nuovamente dagli avvocati Federico Paolucci, Antonio Leone (per Sorice) e Vittorio Fucci (per Mincione). Il 14 ottobre sarà affidato l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni.
Una di esse è relativa ad una conversazione nella quale Saverio Sparandeo, rispondendo ad uno degli allora indagati che non aveva riconosciuto subito la sua voce al telefono, aveva usato l'espressione “Zio d'America”. Il nome che sarebbe stato dato poi all'operazione.
Enzo Spiezia
