Qualche giorno fa in un supermercato. Non uno di quelli in cui l'accesso alle casse è regolato dalla vocina che ti indica di volta in volta quale raggiungere. Si sta tutti n in fila, in attesa del proprio turno, ed è inevitabile vedere ed ascoltare ciò che succede. Una signora, ultrasettantenne, che in apparenza non sembra navigare nell'oro, svuota il suo carrello e appoggia i prodotti sul rullo trasportatore, la commessa li prende e li scannerizza, poi annuncia alla cliente l'importo totale da pagare.
La pensionata, che nel frattempo aveva estratto dal portafogli una banconota da 20 euro, resta sorpresa. Il conto esorbita da quanto ha a disposizione. “Ah, credevo di farcela”, dice a se se stessa a bassa voce, non so se rammaricandosi di non avere altro denaro o perchè non poteva andare oltre quella somma fissata. Preleva una confezione di formaggio, ne guarda il prezzo e rinuncia all'acquisto. L'addetta, cortesissima, ne intuisce l'imbarazzo e, prontamente, le spiega che può passare anche piuù tardi, o il giorno dopo, per saldare.
Lei abbozza un mezzo sorriso, ringrazia e tira dritto verso l'uscita. Immagine di una straordinaria dignità che non ammette forme di pietismo. E' la vita reale, quella dei tantissimi che pur potendo contare su una pensione o uno stipendio mensile fanno una fatica bastarda per andare avanti. Il loro potere reale, devastato dall'inflazione e dall'aumento dei prezzi, per niente adeguato a quello dei salari, è sempre più in discesa.
Un quadro che stride fortemente con le promesse che piovono in ogni campagna elettorale ,quando, pur di guadagnare un voto, si è disposti a tutto. Chiacchiere mirabolanti, raduni di clientes vecchi e nuovi, parole e parole che riempiono l'aria e si dissolvono un attimo. E allora, perchè si fa finta di meravigliarsi e preoccuparsi di fronte al numero sempre più alto di coloro che disertano le urne?
Sia chiaro: bisogna andare a votare, per scegliere su sanità, lavoro e tasse. Ma questa è la vita reale, delle persone comuni. Non quelle che straparlano con il portafogli pieno e addirittura si arrogano il diritto di insegnarci a campare.
