Era già stato in città a fine maggio, in occasione di un'udienza preliminare conclusa con il rinvio a giudizio di una quarantina di persone coinvolte in una indagine in matera di banconote false. C'è tornato oggi, peccato che il processo sia slittato a maggio. Un imprevisto che non ha minimamente scalfito l'umore dell'avvocato Massimo Lovati, un legale di lungo corso da tempo diventato un volto conosciutissimo dopo le sue apparizioni in tv. Lo incrocio mentre è seduto su una panchina all'inizio di via De Caro, stringe tra le dita una sigaretta.
"Mi godo il sole", esordisce con la consueta simpatia. E' l'ex legale di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, compiuto a Garlasco. "Se ho visto l'intervista di Vespa ad Andrea? Solo un pezzo, non completamente", risponde. Tira una boccata, poi, ad una precisa domanda, replica. "Secondo me non ha fatto bene ad andare, io non lo avrei mandato, ma ora la strategia difensiva è un'altra, e io sono fuori dal processo", afferma.
Una signora che sta passeggiando lo fissa e gli chiede se sia proprio lui, l'avvocato Lovati. Potenza del piccolo schermo. "Si, sono io", dice il professionista, che si alza e la saluta con estrema cortesia. Sollecitato, Lovati non nasconde i problemi avuti dopo le sue dichiarazioni a ruota libera diffuse da Corona. "E' stato un momento di debolezza, per simpatia. Perchè lui, mi creda, è un uomo simpatico". Mi annuncia che domani sarà "a Far West, la trasmissione di Salvo Sottile, uno dei pochi seri".
La chiacchierata si avvia a conclusione: "Sto attendendo il collega Giorgione, credo che andremo a pranzo insieme". Saluti.
