Villa a Capri da oltre 5 milioni, imputati chiedono la revoca del dissequestro

Benevento. Appello di 3 persone a giudizio contro dissequestro immobile deciso da Tribunale

villa a capri da oltre 5 milioni imputati chiedono la revoca del dissequestro
Benevento.  

Capita raramente, nella stragrande maggioranza dei casi viene impugnato il sequestro di un bene. Stavoltà no, perchè nei prossimi giorni – questa mattina l'udienza – il Tribunale del Riesame di Benevento (presidente Rotili,a latere Monaco e Telaro) si pronuncerà sull'appello contro il dissequestro di una villa a Capri, del valore di oltre 5 milioni di euro, deciso dal collegio del Tribunale dinanzi al quale sono a processo tre persone coinvolte in una indagine della guardia di finanza su una presunta bancarotta fraudolenta.

Sono state loro a chiedere, attraverso gli avvocati Emanuela Strina e Franco, di revocare il dissequestro: una eventuale vendita dell'immobile assicurerebbe una ingente somma da mettere a disposizione dei creditori dei fallimenti di due società: per uno l'avvocato Domenico D'Amico, per l'altro l'avvocato Raffaele Tecce.

E' una storia che risale ad alcuni anni fa, scandita nel giugno 2021 dal sequestro a carico di una società operante nel settore immobiliare, con sede prima ad Ariano Irpino e successivamente, poco prima del suo fallimento, dichiarato dal Tribunale sannita in data 31 maggio 2018, a Benevento.

L'attività investigativa avrebbe consentito di rilevare a carico degli allora indagati - "tutti detentori di partecipazioni e/o cariche sociali nella società fallita e nelle ulteriori imprese ad essa collegate emerse dalle investigazioni, tutti appartenenti al medesimo gruppo imprenditoriale familiare - un grave quadro indiziario in relazione alle ipotesi di reato contestate di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale e per operazioni dolose".

Avrebbero causato, "con dolo o per effetto di operazioni dolose, il fallimento della predetta società immobiliare mediante una serie di operazioni volte di fatto a sottrarre al patrimonio della medesima impresa ed alla garanzia dei creditori (con l’evidente danno degli stessi), un immobile di prestigio sito in Capri del valore di oltre 5.000.000 di euro, oggetto della misura ablativa eseguita, detenuto attraverso una partecipazione, poi dismessa, in una seconda società appartenente al medesimo gruppo imprenditoriale, gestito da un unico gruppo familiare".