Due gol diversi, due prodezze che nascono dalle differenti caratteristiche dei due giocatori. Emanuele Scipioni, mezzala di gamba (come si usa dire...) e Tony Prisco, centrocampista di fosforo. Tutti e due classe 2004. Domenica hanno attirato su di loro l'attenzione di tutta la serie C (e non solo...). Scipioni, pescarese in forza al Monopoli, ha fatto gol da centrocampo a Donnarumma, Prisco ha messo in mostra le sue doti acrobatiche con una rovesciata spettacolare che non ha dato scampo ad Alastra. Qual è stato il gol più bello? Difficile dirlo, perchè sono entrambi prodezze rare e frutto di qualità forse agli antipodi.
Emanuele Scipioni è cresciuto nel Notaresco di Alessandro Bruno, che se l'era portato con sé dal Pescara: “E' un ottimo giocatore, nasce esterno d'attacco – dice il trainer beneventano – ma dà il meglio di sé da mezzala. E' un giocatore di gamba, ha grande forza fisica, prova ne è il tiro che ha fatto da 50 metri per battere Donnarumma. Lo ha visto fuori ed ha tirato. Quando ha campo a disposizione, fa male”. Il Pescara l'anno scorso lo ha liberato e Bruno avrebbe voluto portarlo con sé ad Arzignano. Ma la società non riuscì a prenderlo: “Allora lo consigliai a Colombo. Gli ho fatto un bel regalo”.
La risposta alla potenza di Scipioni (al suo terzo gol stagionale) sono state le doti acribatiche di Tony Prisco: una rovesciata leggera e “voila” il pallone finisce nell'angolo alla destra di Alastra. Un gesto tecnico di grande spessore, un gol come non se ne vedono molti in serie C.
Due gol diversi tra loro, uno più bello dell'altro. Dividerà gli amanti del calcio quando dovranno scegliere quello più bello. Perchè ognuno, nella sua specificità, avrà racchiuso grandi qualità. Ognuno sarà bello a modo suo. Le prodezze sono così.
