In relazione alla notizia sulla sospensione per un anno dall'esercizio di un pubblico ufficio applicata dal Riesame a Gilda Russo, organizzatrice di un patronato, pubblichiamo una nota del suo difensore, l'avvocato Umberto Del Basso De Caro.
In nome, nell'interesse e per conto della sig.ra RUSSO Gilda Carmela, indagata nell'ambito del proc. pen. nr. 263/2021 RGNR, ed in relazione all'articolo a Sua firma pubblicato ii 07.04.2026 ore 14.56, desidero, senza alcuna intenzione polemica ma solo per rispetto della verità, rassegnare alcune precisazioni utili ad inquadrare la vicenda nella giusta dimensione.
1 - La mia assistita è chiamata a rispondere di corruzione impropria (ex art. 318 cp) in un procedimento molto ampio per ii numero delle persone indagate e delle condotte contestate.
- Con provvedimento datato 13.06.25 ii GIP del Tribunale di Benevento ha rigettato le richieste della Procura della Repubblica di applicazione della misura degli arresti domiciliari.
Avverso detta ordinanza la Procura della Repubblica ha interposto gravame ed ii Tribunale del Riesame di Napoli 12" sezione ha applicato nei confronti, tra gli altri, della mia assistita la misura di carattere interdittivo di cui all'art. 289 cpp della sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno in relazione al solo capo D) della provvisoria rubrica.
- Per essere ancora più chiari:
non è stata riconosciuta la gravita indiziaria in relazione all'ipotizzato reato di associazione per delinquere (capo B della rubrica);
è stata applicata residualmente la meno gravosa misura interdittiva prevista dall'art. 289 cpp in luogo di quella, certamente più afflittiva, degli arresti domiciliari;
per quanto innanzi mi pare lecito concludere che l'impianto accusatorio non abbia avuto pieno riscontro sia sul tema della gravita indiziaria sia con riferimento alle esigenze cautelari.
Ultima osservazione: dei tre indagati nei cui confronti è stata applicata la misura interdittiva solo la mia assistita ha ricevuto la piena menzione anagrafica. Gli altri due sono rimasti ignoti.
Grato per la considerazione.
P,S. Gentilissimo avvocato Del Basso De Caro, la gran parte delle circostanze da Lei evidenziate (il mancato pieno riscontro dell'impianto accusatorio, la vastita dell'indagine, la richiesta, respinta, degli arresti domiciliari, non solo per la sua assistita) è stata trattata in un articolo, a mia firma, pubblicato da Ottopagine il 10 febbraio. La mancata citazione delle generalità degli altri due indagati - due medici - per i quali era stata disposta l'identica misura si spiega solo con il fatto che per loro è stato presentato ricorso in Cassazione e, dunque, la misura non è ancora esecutiva. I loro nomi, come quello della signora Russo, sono contenuti nello stesso articolo di febbraio. La saluto cordialmente. (enzo spiezia)
