Due pistole che non può avere perchè ai domiciliari: avvocato resta in carcere

Amorosi. Si tratta di un 66enne che stava scontando una condanna

due pistole che non puo avere perche ai domiciliari avvocato resta in carcere
Amorosi.  

AGGIORNAMENTO 20 LUGLIO

Resta in carcere il 66enne avvocato della provincia di Napoli arrestato ad Amorosi dai carabinieri, come anticipato da Ottopgine, per una ipotesi di detenzione illegale di due pistole. Lo ha decisio il gip Maria Di Carlo dopo l'udienza di convalida nel corso della quale l'indagato, difeso dagli avvocati Pasquale Acconcia e Luisa Aceto, ha spiegato la sus convinzione di poter tenere le armi, nonostante fosse ai domiciliari, per l'assenza di una qualsiasi sequestro.

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Le custodiva in un borsone. Due pistole complete di munizioni che aveva detenuto legalmente fino al marzo 2025, quando era stato arrestato per scontare una condanna per truffa. In quella occasione non erano state rinvenute, lui aveva sostenuto di non sapere dove fossero, che forse gli erano state rubate. Fino alla scorsa notte, quando le armi sono nuovamente spuntate, costandogli il carcere per detenzione illegale delle stesse.

E' l'ipotesi di reato per la quale è stato arrestato A. G., 66 anni, un avvocato della provincia di Napoli. Da maggio era ai domiciliari ad Amorosi, in un'abitazione che i militari della locale Stazione hanno perquisito, scovando le due pistole. Da qui, su ordine del pm Flavia Felaco, il trasferimento presso la casa circondariale di contrada Capodimonte, a Benevento.

Il suo nome  era già rimbalzato all'onore delle cronache nel marzo 2025, quando i carabinieri lo avevano rintracciato a Telese. A suo carico un ordine di esecuzione della pena, ma di lui si erano perse le tracce da oltre un anno, al punto da essere dichiarato latitante. In quella occasione gli erano anche stati sequestrati 20mila euro, ma il sequestro era poi stato annullato dal Riesame, che aveva annullato il provvedimento, accogliendo il ricorso dell'avvocato Romolo Vignola, e gli aveva restituito i soldi.

Una somma  di cui aveva spiegato la provenienza, sostenendo che si trattava dell'importo relativo al preliminare di vendita di un alloggio. Aveva anche precisato l'origine di altri 8mila euro, il corrispettivo di una prestazione professionale per il risarcimento dei danni ad una persona. Poi i domiciliari ad Amorosi e, ora, il nuovo arresto.