E' stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per entrare in quell'appartamento. Lui non c'era, è arrivato successivamente, quando i pompieri, utilizzando un'autoscala, avevano già raggiunto una finestra e l'avevano 'aperta', consentendo l'accesso ai carabinieri. Che, una volta all'interno di quella casa a Pacevecchia, hanno scovato un fucile a canne mozze ed alcuni proiettili. Roba costata l'arresto a Roberto M., 53 anni, di Benevento.
E' l'epilogo di una mattinata iniziata con le perquisizioni ordinate dal pm Stefania Bianco a carico di un 30enne, della moglie e del 53enne, indagati per lesioni aggravate, minacce e tentata violenza privata. Ipotesi di reato ravvisate nei comportamenti che sarebbero stati mantenuti nei giorni scorsi nei confronti di un condomino, ai loro occhi 'reo', secondo gli inquirenti, di aver chiesto, mentre veniva perquisito, come mai le forze dell'ordine non si occupassero, a suo dire, di ciò che avrebbe fatto il 30enne, appropriandosi di una zona condominiale. Parole ad alta voce che gli sarebbero costate sputi, calci e pugni, ed espressioni di natura intimidatoria.
Da qui la decisione di procedere alla 'visita' delle abitazioni dei tre indagati, in una delle quali – quella del 53enne – sono state sequestrate un'arma clandestina e munizioni nascoste in un cassetto. Su disposizione del pm Carmine Pignatiello, l'indagato, difesao dall'avvocato Fqbio Ficedolo, è stato sottoposto ai domiciliari.
