La moto in una scarpata, il suo corpo esanime sull'asfalto. L'immagine di una tragedia che si è portata via per sempre un ragazzo. Manuel avrebbe compiuto 16 anni tra venti giorni, abitava a Paupisi, dove tutti lo apprezzavano per la sua capacità di far parte della comunità. Frequentava l'Istituto Industriale a Benevento, aveva voglia di respirare la vita fino in fondo, amava andarsene in giro con la sua moto da cross. Ieri sera la sua esistenza è terminata in un incidente accaduto nella zona delle scuole.
Perchè si sia schiantato contro un muro ed una ringhiera, quali siano state le cause, resta da capire. Ma cosa importa di fronte all'enormità di un dramma che ha strappato un giovanissimo all'amore dei genitori - papà informatico, mamma insegnante - e di un fratello più grande? Ora è solo dolore in un paese che già nei mesi scorsi è stato sconvolto da un duplice omicidio e da un tentato omicidio. Volti stravolti, il pensiero corre inevitabilmente ai progetti che Manuel coltivava, ai sogni che inseguiva.
La sua salma è all'obitorio del San Pio, in attesa degli accertamenti medico-legali.
Manuel era una delle 'anime' delle iniziative che si svolgono a Paupisi, con lui Francesco, il 26enne di Paupisi che nel febbraio dello scorso anno era morto in un incidente in auto alla contrada San Vito. Chi li conosceva li descrive come inseparabili, nonostante la differenza di età. Due amici per la pelle. Accomunati da un destino terribile.
