Manuel: la bara bianca, i palloncini e la dimensione collettiva del dolore

A Paupisi i funerali del 16enne morto in un incidente con la moto. FOTO

manuel la bara bianca i palloncini e la dimensione collettiva del dolore
Paupisi.  

Il colore della bara testimonia l'enormità del dramma. E' bianca come l'anima del ragazzo che custodisce. Manuel non aveva compiuto ancora 16 anni, oggi ci sono tutti, a Paupisi, per dargli l'ultimo saluto. Il caldo è asfissiante. Il dolore si respira, da meno di un anno e mezzo ha assunto una dimensione collettiva in un paese di 1400 persone abbarbicato sulle falde del Taburno: prima la morte di Francesco, poi il duplice omicidio di Elisa e Cosimo (e quello tentato di Antonia), adesso Manuel.

Storie diverse, certo, che stanno però lasciando ferite profonde in una comunità che continua ad interrogarsi:, cosa sta succedendo, e perchè? Il mistero della vita che trova una risposta solo nella fede. Alle 15 sono numerosi i giovanissimi che sostano dinanzi alla chiesa parrocchiale. Indossano una maglietta bianca con la foto di Manuel e la scritta “Vivere sempre nel cuore di chi ti ama”. La chiesa è troppo piccola per accogliere tutti, all'esterno è stato installato uno schermo per consentire la partecipazione alla cerimonia. Scusi, come si chiama il parroco? Perchè vuole saperlo, mi risponde una ragazza con l'aria sospettosa. Ringrazio e passo oltre. Il silenzio è totale, le lacrime si confondono con gli abbracci, c'è una incredibile compostezza.

Don Cosimo Iadanza ricorda che qualehe giorno fa era “seduto al bar con Manuel, che manifestava una straordinaria voglia di vivere ed una disponibilità illimitata. Avrebbe avuto tanto da dire, era molto educato, responsabile e, soprattutto, un trascinatore che sapeva coinvolgere gli altri. E' stato vittima di una fatalità che poteva capitare a chiunque di noi, siamo fragili, è la nostra condizione”. Ma, conclude, “tutto questo dolore non è la soluzione finale delle nostre esistenze, ce lo dice la nostra fede di cristiani”.

Toccanti le parole del sindaco Salvatore Coletta e del presidente del consiglio comunale Dario Orsillo, la voce rotta dalla commozione per la perdita di “un nostro figlio sempre presente ovunque ci fosse bisogno di una mano”. Le donne e gli uomini che ascoltano hanno voglia di dimostrare che non si è soli di fronte alla sofferenza della mamma, del paaà e del fratello di Manuel. Il feretro esce, si alzano in volo tanti palloncini bianchi per accompagnare Manuel nell'ultimo viaggio.

Bella la lettera che gli hanno dedicato gli amici: “Tu sempre allegro, con il sorriso stampato in faccia, con tanta voglia di vivere e colmo di ambizioni, ci hai insegnato il vero senso della vita: ossia continuare a camminare senza fermarsi mai anche dopo un brutto evento....
Nonostante ciò, ad oggi ci è difficile accettare quanto successo: passare le giornate senza un tuo messaggio o quella tua chiamata di “comando” sarà dura. Siamo sinceri ogni volta era per coinvolgerci in qualche strana avventura, nelle quali noi eravamo felici di accompagnarti, se non fosse per i tuoi ritardi, che ci facevano arrabbiare, ma che ora ci mancano come non mai.
E ci mancano anche le tue storie su Instagram o tik tok con mille filtri e canzoni molto discutibili, con il solo scopo di acchiappare....”. E ancorta: “ Riuscivi ad essere un punto di riferimento per tutti, senza distinzione di età, e per questo la tua importanza non è mai stata data per scontata. I tuoi consigli su qualsiasi argomento, le tue storie da uomo vissuto che ci raccontavi quando avevamo bisogno di un consiglio e che ogni tanto ci sembravano inventate al momento, ti rendevano la persona perfetta alla quale confidare le nostre paure e insicurezze.
Ora che non ci sei più il tuo ricordo si sostituisce a questo silenzio assordante perché la tua presenza era rumore incontrastato, inconfondibile come quello del tuo “mentore” e siamo sicuri che adesso un campari a soldatino insieme lo starete bevendo.
Parole non ne abbiamo, non sappiamo come reagire a tutto questo dolore, un dolore immenso, perché siamo consapevoli di non poter vivere nel ricordo.
Ma tu ci hai insegnato ad andare avanti, nonostante tutto, la tua resilienza ci ha dato una enorme lezione di vita, la stessa vita che ti ha reso grande troppo presto e che ti ha portato via nei tuoi anni migliori".

A fine agosto si svolgerà la tradizionale sagra del cecatiello, ma l'atmosfera non sarà la stessa quest'anno. Non può esserlo, all'appello ora manca anche Manuel. Che, se ci fosse, sarebbe però subito pronto a spendersi per Paupisi, “il paese che amava e che lo adorava”.