L'impianto di biometano di contrada San Domenico, la Sanav e il depuratore Asi di contrada Ponte Valentino. E' in questo 'triangolo' che da un pio di anni si sta consumando una vicenda che sta preoccupando l'opinione pubblica ed è scandita da polemiche politiche e da più tappe.
L'ultima è stata registrata ieri con la convalida da parte del Gip del sequestro preventivo, con facoltà d'uso, del depuratore dell'Area di sviluppo industriale. Un provvedimento scattato in una inchiesta della forestale che ipotizza l'inquinamento ambientale, nell'ambito della quale nelle scorse ore il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò ha ascoltato come persona informata sui fatti – dunque, come testimone – il sindaco di Paduli, l'avvocato Domenico Vessichelli, che è il presidente- del Consorzio Asi.
E' l'ente proprietario del depuratore, la cui gestione è stata affidata in concessione, nel 2020, alla 'Multiservice srl' di cui è legale rappresentante Clemente Massaro. Attenzione puntata, ovviamente, sulle possibili cause dei miasmi che hanno appestato l'aria nella zona nord di Benevento, scatenando le comprensibili proteste dei residenti, e della inquietante schiuma nel fiume Calore che ha devastato la fauna ittica.
Il depuratore è la base di un triangolo i cui due lati sono costituiti dalla Sanav e dall'impianto di biometano. La prima è un'azienda che da anni si occupa del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, nel 2024 fu interessata da un sequestro per l'assenza – in soldoni – di determinati lavori da effettuare. Interventi che sono stati realizzati ed hanno portato nell'ottobre dello scorso anno ad una nuova operatività.
Anche l'impianto di biometano tra Benevento e Pietrelcina è stato chiuso, generando il problema della rimozione totale delle biomasse presenti. Migliaia di tonnellate, un problema rispetto al quale i vertici dell'azienda si sono impegnati per la sua soluzione, che ha anche innescato un botta e risposta tra Comune e Regione.
Questo il quadro della situazione,che lascia ancora senza una risposta la domanda delle domande: cosa è successo, cosa ha provocato la terribile puzza e quella schiuma? E' ipotizzabile, come ha di recente dichiarato Vessichelli sula scorta di una relazione Arpace, che ci sia stato un sovraccarico del depuratore a causa dello sversamento di reflui provenienti dall'impianto di biometano?
