Era stato condannato per estorsione alla moglie a 3 anni e 8 mesi, con una sentenza che la Corte dia appello ha ribaltato, assolvendolo perchè il fatto non sussiste. E' quanto deciso per un 62enne di San Bartolomeo in Galdo, difeso dall'avvocato Vincenzo Casamssa, che il Tribunale aveva giudicato responsabile, il 7 aprile 2017, anche di un episodio accaduto nel giugno 2014, per il quale era stato arrestato dai carabinieri – successivamente era tornato in libertà-.
Secondo la ricostruzione dei fatti operata all'epoca, i militari erano intervenuti su richiesta della donna, che aveva raccontato loro di essere stata minacciata con un coltello e costretta a consegnare al coniuge una somma di denaro. Soldi che, aveva aggiunto, sarebbero dovuti servire a pagare le bollette della luce, che l'uomo aveva però preteso. E lo stesso avrebbe fatto anche in precedenza, con soldi che avrebbe speso al gioco.
I giudici di secondo grado hanno sottolineato che le dichiarazioni della parte offesa sono state “generiche e lacunose”, mentre la teste “è apparsa animata dall'intento esclusivo di fare emergere lo stile di vita dissoluto condotto dall'imputato”. E ancora: “Tali lacune ed incertezze assumono particolare rilevanza dovendo i fatti essere ricostruiti in maniera rigorosa”. Da qui l'accoglimento dell'appello presentato dalla difesa e l'assoluzione dell'imputato “ogni oltre ragionevole dubbio”.
