Hanno sequestrato il suo cellylare per procedere alla copia forense ed acquisirne il contenuto, in particolare le chat con altre persone; poi gli hanno chiesto se intendesse rispondere. Una domanda alla quale lui, difeso dagli avvocati Roberto Pulcino e Vincenzo Regardi, ha opposto la scelta di avvalersi della facoltà di restare in silenzio. L'ha azionata un 22enne di Torrecuso, indagato per l'omicidio preterintenzionale di Constantin, il 43enne di nazionalità rumena trovato senza vita nel fiume Calore, tra Ponte e Torrecuso.
Nel pomeriggio l'avviso di garanzia per il giovane: un elemento di novità nell'inchiesta del pm Maria Colucci e dei carabinieri, impegnati a ricostruire una vicenda che, come più volte sottolineato da ieri, offre più di un dubbio. Il 22enne sarebbe uno dei protagonisti dell'alterco scoppiato sabato sera dinanzi ad un bar di Ponte, e che sarebbe stato scatenato da una parola di troppo che il 43enne, a quanto pare in preda ai fumi dell'alcol, avrebbe rivolto ad una ragazza che era in compagnia del suo boyfriend.
Secondo una prima ricostruzione, Constantin avrebbe rimediato alcuni schiaffi al volto, poi, quando gli animi si erano calmati e la situazione sembrava essere tornata alla normalità, si sarebbe allontanato con un collega di lavoro egiziano. I due si erano successivamente divisi, il 43enne, che sarebbe stato seguito, si sarebbe nascosto in un canneto, forse per paura, a poca distanza dal fiume.
Resta da capire cosa sia accaduto da questo momento in poi, perchè l'uomo sia finito nell'acqua: per una caduta accidentale, una spinta o per altro? Interrogativi che restano sospesi in attesa dell'autopsia, che dovrà individuare la causa della morte e, come già anticipato in un altro servizio, una serie di dati che serviranno a delineare il quadro complessivo e far luce sul dramma.
