“Nella nostra provincia c'è la mafia. Dobbiamo fare fronte comune per combattere la criminalità e proteggere le vittime di usura ed estorsioni. Meno convegni e più sinergia tra gli enti per sconfiggere usura ed estorsioni, fenomeni che mettono in ginocchio l'economia”. Parole dure, che senza mezzi termini hanno descritto un allarme reale che ormai da tempo è scattato nella nostra provincia. A pronunciarle è stato ieri Amleto Frosi, presidente dell'Associazione Alilacco sos sportello antiracket e antiusura che opera in tutta la Regione e che presto avrà uno nuovo sportello al rione Ferrovia di Benevento. Frosi è intervenuto durante la conferenza stampa organizzata dal sindaco Fausto Pepe per fare il punto della situazione sulle iniziative messe in campo dal 2007, anno in cui è stata sancita la collaborazione tra Comune e Alilacco. All'incontro ha partecipato anche il capogruppo del partito democratico a Palazzo Mosti, l'onorevole Giovanni Zarro. “Ho il dovere – ha spiegato il sindaco Fausto Pepe – di intervenire a gran voce sul difficile momento che la nostra città sta vivendo”. Un chiaro riferimento, quello del primo cittadino, ai tanti attentati e danneggiamenti registrati negli ultimi tempi a Benevento. “Non solo bombe e vetrine prese a sprangate, ma anche e soprattutto affrontare il problema della percezione bassa di sicurezza che i cittadini hanno specialmente nelle zone rurali alle porte della città”. Percezione di sicurezza minata dalle decine di furti ed altri reati cosiddetti predatori messi a segno in numerose contrade e che nelle ultime ore hanno portato anche ad una vibrata protesta dei residenti. “Viviamo un momento particolare – ha spiegato Pepe -. La crisi economica tocca da vicino non solo le tasche dei cittadini ma crea anche l'incremento della delinquenza. Storicamente Benevento è conosciuta perchè negli anni le attività produttive e non solo sono rimaste vittime di usura ed estorsioni. Le organizzazioni criminali o camorristiche si inseriscono nei territori e provocano un danno economico e anche culturale. Per fronteggiare tutto questo, nel 2007 - ha continuato il sindaco - a marzo abbiamo avviato una collaborazione con l'associazione Alilacco di Amleto Frosi. Oggi, leggendo i giornali, con Frosi ci siamo resi conto di dover intervenire dinanzi a questi fenomeni criminali insidiosi nella città”. Fausto Pepe amareggiato ha poi commentato: “Non c'è un nuova attività che non finisca nel mirino dei delinquenti che piazzano bombe e chiedono il pizzo”. Dopo aver ripercorso le tappe a favore della legalità percorse dall'Ente (protocolli di legalità del 2008 e del 2009), il sindaco ha anche però affermato che spesso gli Enti devono affrontare le lungaggini burocratiche che frenano il percorso degli appalti. “Noi spesso siamo costretti ad affidare i lavori in attesa di una risposta definitiva da parte delle Istituzioni preposte ad accertare se le imprese vincitrici di appalti siano o meno collegate ad attività camorristiche. C'è un'oggettiva difficoltà nel nostro Paese ad ottenere informazioni celeri. Dobbiamo migliore nell'azione e nella collaborazione”. “Abbiamo bisogno di comunicare con i cittadini. Abbiamo la conferma che nel Sannio c'è un sistema camorristico che non ha nulla da invidiare alle attività criminali siciliane, pugliesi o napoletane”, ha tuonato Amleto Frosi che ha poi sottolineato: “Nella nostra provincia c'è la mafia. Lo ha confermato una sentenza di primo grado che ha riconosciuto l'associazione per delinquere del Clan Pagnozzi. Come associazione ci siamo costituiti parte civile in dodici processi dove sono stati condannarti 116 imputati. Alilacco in sei anni di presenza nel Sannio ha incontrato 1.223 studenti. Abbiamo parlato e messo in guardia una nuova generazione anche se abbiamo notato che bisogna incontrare anche gli studenti delle scuole medie”. Frosi ha più e più volte ricordato alle vittime di usura ed estorsioni il numero verde regionale “800 406600”. “Rispondo io in prima persona. Il nostro numero verde dal 1998 corrisponde al numero regionale dell'associazione Alilacco. Noi vogliamo avere la possibilità di sollecitare tutti affinchè trovino il coraggio di telefonare per denunciare anche la cosa più banale. Oggi possiamo affermare che siamo in emergenza. Purtroppo devo denunciare, constatare alcune gravi anomalie di comportamento da parte di qualche istituzione che potrebbero e dovrebbero fare di più. Serve magari evitare qualche convegno inutile ma creare più sinergia tra gli attori contro la camorra. Bisogna - ha concluso Amleto Frosi - creare una rete, trovare la più grande partecipazione possibile sul territorio. Ci troviamo di fronte ad un territorio colonizzato dalla criminalità che ha bisogno di investire e trovare guadagni sul territorio”. Durante la conferenza il presidente di Alilacco e il sindaco Fausto Pepe hanno anche annunciato l'apertura del nuovo sportello comunale dell'associazione e la prossima affissione di manifesti, che tappezzeranno la città con il numero verde. Inoltre, sarà creato l'osservatorio della criminalità. “Dobbiamo difendere la nostra terra. Bisogna affrontare l'emergenza. Bisogna contrastare le bombe fatte esplodere davanti ad attività commerciali. Le forze dell'ordine stanno lavorando ma dobbiamo dare anche tutti il nostro contributo. La partecipazione deve essere corale. Solo così le vittime degli attentati possono sentirsi protette dalla società civile e denunciare i loro aguzzini”. L'incontro è stato chiuso con l'intervento di Giovanni Zarro che ha posto l'accento sul ruolo delle famiglie e della scuola “nell'educazione delle nuove generazioni. Solo dopo – ha spiegato – entra in gioco la politica e le amministrazioni che possono solo plasmare una formazione di legalità già formata”.
«Nel Sannio c’è la mafia. Uniti contro racket e usura»
Dure parole di Amleto Frosi dell’associazione Alilacco: «Meno convegni più sinergia»
Conferenza organizzata dal sindaco Fausto Pepe e dal responsabile dello sportello regionale “Io non pago il pizzo” dopo i recenti attentati. Il primo cittadino: «Non solo bombe ma anche troppi furti»
Benevento.
