Estorsioni e bombe in città. Ordinanza per quattro persone

Dopo i fermi della Squadra mobile e della Dda arriva il provvedimento firmato dai gip di Napoli

Nel mirino presunti episodi di racket che, secondo l'accusa, era stato gestito dal clan Sparandeo

Benevento.  

 

Estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Confermate dal Gip del Tribunale di Napoli le accuse nei confronti di Saverio Sparandeo, 53 anni, Alberto Mincione, 36 anni; Fabrizio Sorice, 35 anni ed Augusto Villani, 33 anni, tutti di Benevento, fermati il 12 febbraio scorso dagli agenti della Squadra mobile nell'ambito delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli su un giro di presunte estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, commesse in città e messe dagli inquirenti anche in relazione almeno ad uno degli attentati dinamitardi registrati a Benevento negli ultimi mesi.

Dopo il fermo, come si ricorderà, il gip Cusani non aveva convalidato il provvedimento ma aveva comunque disposto la temporanea custodia cautelare in carcere dichiarandosi poi incompetente per territorio ed aveva quindi trasmesso gli atti al collega del Tribunale di Napoli. Di qui l'ordinanza chiesta sempre dal sostituto procuratore della Dda e firmata dal gip partenopeo che ha emesso i provvedimenti che sono stati notificati questa mattina dagli agenti della Mobile.  Il gip ha di fatto confermato le accuse e i gravi indizi a carico di Saverio Sparandeo, Alberto Mincione, Fabrizio Sorice ed Augusto Villani. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonio Leone e Gerardo Giorgione.