Gli interrogativi si sprecano: una delusione amorosa, la preoccupazione per il rendimento scolastico? Poco importa rispetto alla tragedia che si è consumata ieri a Bucciano, al terribile gesto di un 17enne. Perchè, quando a togliersi la vita è un ragazzo che ha davanti a sé un futuro che solo lui può scrivere, la ricerca delle possibili motivazioni si trasforma in un esercizio sterile. Il dolore di chi gli voleva bene è insopportabile, e non possono certo contribuire a lenirlo le parole spese in queste circostanze, che corrono il rischio di essere fuori posto.
Il dolore toglie il fiato, spinge ciascuno di noi, ogni genitore, ad una riflessione su cosa debba essere fatto per intercettare anche il più labile segno di disagio mostrato dai propri ragazzi. La paura è vederli sorridere senza capire che qualcosa li tormenta nel profondo delle loro sensazioni, è l'incapacità di cogliere anche il più banale dei sintomi di una condizione di difficoltà che li fa sentire maledettamente soli. Confrontarsi, discutere ed affrontare insieme i problemi. Facile a dirsi, molto più complicato a farsi. Anche per coloro che riservano la massima attenzione ai figli, fortificandosi nella convinzione che mai potrà capitare a loro ciò che è accaduto ventiquattro ore fa. Non è così, purtroppo.
Esp
