Nove condanne e la conferma, per il resto, della sentenza di primo grado. Sono le richieste del procuratore generale nel processo d'appello per le persone chiamate in causa dall'indagine (Tabula rasa) diretta dal pm della Dda Luigi Landolfi, e condotta nel 2014 dai carabinieri, contro il clan Sparandeo. Trentotto gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato, concluso nel febbraio 2015 con trenta assoluzioni dalle accuse, contestate a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, spaccio ed estorsione, ed otto condanne per spaccio di droga. Una sentenza, quella del gup di Napoli, impugnata dal dottore Landolfi. Oggi la requisitoria dell'accusa, che ha proposto 6 anni per Arturo, Corrado e Luigi Sparandeo, per associazione camorristica, e 16 anni, per associazione camorristica e associazione finalizzata alo spaccio, per Stanislao, Saverio, Silvio, Arturo e Corrado Sparandeo. Infine, chiesti 4 anni per Angelo Viola. Tra i difensori impegnati – questa mattina il via alle arringhe che proseguiranno il 17 maggio, il 19 maggio, il 21 giugno e il 12 luglio – gli avvocati Maria Cristina Caracciolo (ha discusso oggi), Antonio Leone, Vincenzo Sguera, Fabio Russo, Domenico Dello Iacono, Angelo Leone.
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