Estorsione con metodo camorristico, chieste tre condanne

Indagine Mobile, requisitoria del pm Dda Landolfi: "18 anni a Sparandeo, 12 a Mincione e Sorice"

Benevento.  

Diciotto anni per Saverio Sparandeo, 54 anni, latitante da circa quattro mesi, quando era evaso dalla comunità pugliese nella quale era da tempo ai domiciliari; dodici anni a testa per Alberto Mincione, 37 anni, e Fabrizio Sorice, 36 anni, entrambi sottoposti agli arresti in casa. Sono le condanne chieste dal pm della Dda Luigi Landolfi nel processo a carico delle tre persone di Benevento coinvolte in un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e della Squadra mobile sannita che era finita all'attenzione dell'opinione pubblica il 12 febbraio 2105, quando erano state eseguite alcune misure cautelari. Estorsione aggravata dal metodo camorristico, questa l'accusa contestata agli imputati in un'operazione denominata 'Zio d'America', dall'espressione utilizzata da Saverio Sparandeo durante una conversazione, intercettata, con uno degli allora indagati che non aveva riconosciuto subito la sua voce al telefono. Nel mirino degli inquirenti le estorsioni, anche tentate, ai danni del titolare di una sala scommesse di via Santa Colomba e di un imprenditore che opera nel settore dei rifiuti.

Dopo la requisitoria del rappresentante della pubblica accusa, il via agli interventi dei difensori, che si concluderanno il 14 luglio, quando il Tribunale (presidente Fallarino, a latere Rotili e Telaro) pronuncerà la sentenza. Sparandeo è difeso dagli avvocati Antonio Leone e Maria Cristina Caracciolo, Sorice dagli avvocati Vincenzo Sguera e Antonio Leone, Mincione dagli avvocati Vittorio Fucci e Gerardo Giorgione.

L'attività investigativa era partita nel novembre 2014, dopo l'esplosione di una bomba carta dinazi ad un'agenzia di scommesse. Un lavoro che avrebbe consentito agli uomini della terza sezione della Mobile di ricostruire, anche con il supporto di intercettazioni telefoniche ed ambientali, alcuni episodi. Per le stesse vicende, come è noto, una quarta persona era già stata giudicata con rito abbreviato dal gup di Napoli nell'ottobre 2015. Si tratta di Augusto Villani, 34 anni, condannato a 8 anni.

Esp